martedì 9 giugno 2015

Sindrome da cuore in sospeso di Alessia Gazzola


Una piacevolissima lettura si è rivelato questo romanzo di Alessia Gazzola, edito da Longanesi Pur attratta dagli ultimi titoli dell'autrice non avevo avuto ancora la possibilità di leggere niente di suo.


Il romanzo ci presenta Alice Allevi studentessa di medicina un po' in crisi nello studio che si imbatte in un omicidio nel suo paese. A Sacrofano viene uccisa la badante russa di sua nonna. La notte dell'omicidio giunge il medico legale, Claudio Conforti, che strega Alice col suo charme tanto da farle chiedere l'internato di Medicina proprio nella sua scuola di Specializzazione. Naturalmente le informazioni che lei riesce a carpire dall'Istituto di Medicina Legale, unite ai pettegolezzi che si scatenano in città condiscono la vita di Alice e di sua nonna oltre ogni aspettativa.
Alice è una vera imbranta, timida e insicura che ad ogni incontro con Conforti ne combina una, però al tempo stesso è davvero amorevole con i suoi familiari, ha un sincero affetto per sua nonna e anche una bella intesa.
Le due donne riescono tra un thè e l'altro con le comari a conoscere i segreti che attanagliavano Tamara, la badante che seppur 35enne aveva alle spalle una vita di sacrifici fisici e morali.
Il romanzo riesce seppur nelle pieghe di un racconto sempre leggero e scorrevole a toccare la miseria morale in cui queste donne vivono, le minacce a cui sono sottoposte, i volti e i corpi segnati dall'omertà.
Questo romanzo breve segue i più ben noti "L'allieva" e "Un segreto non è per sempre". Probabilmente, visto che qui Alice Allevi è ancora una studentessa, la saga doveva nascere con questo capitolo. In "Sindrome da cuore in sospeso" ci sono tutti i personaggi che poi prenderanno ruoli più dominanti nei romanzi successivi.

L'ambientazione del paesello, i legami familiari, le amicizie universitarie e la nuova compagna di casa rendono leggero questo romanzo tinto un po' di giallo quanto serve ad alimentare la curiosità.
Lo posso consigliare a chi ha desiderio di svagarsi e sorridere durante la lettura, ai giovani adolescenti che vogliano anche incuriosirsi all'ambiente universitario in cui non è tutt'oro quello che luccica!

Per acquistare il libro: Sindrome da cuore in sospeso
Altre info su Alessia Gazzola

domenica 24 maggio 2015

Verrà il vento e ti parlerà di me, recensione al romanzo di Francesca Barra, ed.Garzanti


Un successo annunciato si è rivelato il romanzo di Francesca Barra Verrà il vento e ti parlerà di me. Una poesia sul Sud Italia e sui profondi legami familiari.
 

Ambientato in Basilicata, il romanzo dal titolo splendido e dalla copertina accattivante, racconta di tre generazioni di una famiglia radicata nel territorio, nelle tradizioni, nelle storie, nella terra e soprattutto nella sua cucina.
Una storia principalmente femminile in cui il legame nonna-madre-figlia catalizza il lettore.
"...mi resi conto che la mia famiglia ,da generazioni, sebbene fosse stata composta da uomini straordinari, si era retta sul principio di matrilinearità. Era circondata ma non riempita dagli uomini. Sono state le donne l'essenza, le bretelle che hanno sorretto i destini e da cui dipendeva la direzione delle  generazioni che si sono succedute".

E così Caterina, la piccola nipote, apprende da nonna Teresa la sua origine, i suoi legami con Matera e i Sassi, il senso profondo della famiglia e dei valori  consolidati.
"...le decisioni dei maschi della mia famiglia hanno segnato la loro vita, con il lavoro, la politica, la scuola. Ma la determinazione, l'amore e la costanza con cui nonna si è presa cura dei propri uomini sono la storia della mia vita."
Mai nonna Teresa ha fatto paternali a Caterina ma con la quotidianità delle frequentazioni, attraverso semplici e piccole esperienze, attraverso gli aneddoti, i proverbi, gli esempi, le passeggiate per i campi che da casa sua portano all'immenso mare azzurro di Policoro, e soprattutto con la cucina, Teresa è riuscita a far passare i valori veri in cui credere e su cui basare le proprie  scelte future.

Un libro bellissimo, ad ogni rigo in cui mi sono ritrovata spesso; in esso ho ritrovato il legame fortissimo che noi del sud abbiamo con la famiglia, in esso ho  rivissuto la solidissima intesa che mia madre sta creando con mia figlia.
Nonna Teresa decide un bel giorno di dettare a sua nipote Caterina le ricette più buone e ricche della sua cucina, così lei potrà avere quel quaderno come ricordo perenne. Non è importante segnare gli ingredienti, quanto vederle preparare, essere vicine, aiutarsi e cogliere il momento di intimità per raccontarsi.

Tornare alla terra, ai buoni cibi, alle lente preparazioni (dalla conserva di pomodoro ai lunghi pranzi delle feste) è l'espediente di Nonna Teresa per essere vicina a Caterina perché loro hanno un legame speciale fatto di intese, di sguardi, di ammiccamenti ma anche e soprattutto di quel profumo di buono e naturale delle origini.
"Caterina mi somigliava perché sognava come sognavo io. A volte mi sentivo in colpa per l'amore smisurato che provavo per lei ... ma non potevo fingere che il nostro rapporto fosse simile a quello che avevo con tutti gli altri... Caterina era la mia unica amica... Da giovane ci si sente eterni ma arriva il momento in cui...istintivamente si guarda con avidità la persona alla quale appartieni. Scegli chi sarà il tuo prolungamento, chi ti continuerà a mantenere vivo.  E io scelsi lei..."

Anche io donna del Sud, di una Puglia molto vicina alla Basilicata, ho potuto riconoscere i profumi di buona cucina (bellissimo il capitolo dedicato alla Frittata!! Uno dei miei piatti preferiti), di genuinità non solo di cibo ma anche di sentimenti. Perché la nostra sincerità ci porta ad essere diretti, vicini, davvero disponibili per i nostri familiari, davvero uniti nella vita e non nelle occasioni sporadiche.
E così in Verrà il vento e ti parlerà di me, la genuinità delle ricette si fonde con la sincerità dei legami, degli amori, della famiglia. Valori e tradizioni secolari, come i grandi pranzi delle feste, il numero di portate obbligatorio, i piatti tipici, i discorsi atavici, le intromissioni di tutti su qualsiasi argomento, sono vissuti da Caterina prima con sopportazione e senso di oppressione, poi come unica verità d'amore.
E' un percorso completo che lei compie, un voler fuggire per poi tornare con più saggezza e consapevolezza.

Caterina parte per Roma per frequentare l'università. Vuole conoscere il mondo, altre vite, altri stili che vadano oltre Policoro.
"Sapevo che il mondo non era tutto confinato a Policoro, nella mia terra, fra le cose a me note e fra quelle più rassicuranti, ma non ero certa che tutto il resto fosse adatto a me e che adeguarmi mi avrebbe resa migliore".

Roma le permette di conoscere altri stili di vita, abitudini, altri ragazzi decisamente più moderni ed emancipati. Lei che arriva dal profondo Sud, che chiama i genitori quando parte e appena arriva fa uno squillo, lei che passa le ore a raccontare al telefono alla nonna tutta la giornata dei dettagli, si innamora di Pietro, un ragazzo che si interessa di politica, di attualità e che la convince ad andare a sciare con lui. (dal mare alla neve mai vista!!!). Ma al di là del primo momento di trasgressione a Caterina manca tutto, anche in montagna tenta di rifugiarsi in ciò che sa fare meglio: cucinare per rassicurarsi, pur essendo criticata dai suoi amici così trendy e moderni.

"Avevo scelto Roma per mettermi in gioco, per conoscere e scoprirmi attraverso lo sguardo di estranei. Ma quello che avevo visto, attraverso il loro giudizio costante non mi rappresentava. Non volevo trascorrere tutta la vita sentendomi fuori posto o scoprendo di non essere all'altezza di ritmi frenetici, dell'inquietudine che risiedeva in tanti di loro..."
E così nonna Teresa decide, con la sua morte, di far rientrare Caterina a Policoro, di coinvolgerla nel lutto in cui versa la famiglia, di farle riconoscere che "la mia famiglia dispensa pace. Tutti meriterebbero una famiglia come la mia. Una casa che durante le feste si trasforma in un enorme pacco dono".
Il ritorno a casa le permetterà di analizzare se stessa, i suoi desideri, il senso profondo del significato della parola amore perché nonna Teresa sa che "la lontananza ti mostra le cose migliori di come le ricordavi.  Anche le tradizioni".

C'è molto da vivere in Verrà il vento e ti parlerà di me e Francesca Barra è stata abilissima nel narrare, descrivere e far gustare sia con le ricette dettagliate della Basilicata che con le ricette ancestrali dell'amore e della felicità le vite intrecciate di Caterina e Teresa.
"...la vita di coppia è come un'officina, dove si aggiustano, si lucidano, si costruiscono e si cambiano i pezzi, ma dove non si compra nulla di nuovo. Ecco cos'è un matrimonio. Cambi i pezzi per aggiustare ciò che hai".
Una lettura da non perdere e gustare rigo per rigo!

Il libro su Garzanti Libri
Il video al libro
Acquistabile su IBS libri
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@azandriani

venerdì 1 maggio 2015

La forza dei fragili



Non mi è capitato fino ad ora di recensire un libro di un amico e sono felice che la prima volta tocchi a La forza dei fragili di Corrado de Bari. Pubblicato per la IntermediaEdizioni, il libro  è un meraviglioso diario nel quale Corrado trasferisce la sua storia di vita ma in particolare come la vita è cambiata da quando è nato Emanuele.
 

Bambino sanissimo, gioioso e felice, sorriso disarmante  e esperienze comuni a tutti i figli, improvvisamente Emanuele (che aveva fatto patire un po' di angosce durante la gravidanza e a cui è stato dato proprio un nome significativo: Dio è con noi) al primo anno di vita viene sottoposto alla vaccinazione esavalente. Dopo qualche ora il bambino ha cominciato a dare segni di assenza, "non mi stringeva più la mano, il suo sguardo era fisso nel vuoto, la bocca presentava la sporgenza dei denti superiori e febbre."  Dopo giorni la situazione era soltanto peggiorata, esami su esami non facevano che confermare che il bambino, pur ascoltando benissimo non partecipava mentalmente agli stimoli. "si prova una disperazione immensa, fa male all'anima, un vuoto, un abisso che non si riesce a colmare" racconta Corrado "Ti senti impotente, ti chiedi il perché, ti fai mille domande che non avranno mai risposte esaustive".
Le prime diagnosi hanno confermato che l'Autismo che ha colpito Emanuele da quel momento è stato causato da una reazione avversa al vaccino Morupar contenente mercurio che avvelena il corpo e impiega anni per essere smaltito, pur lasciando per sempre i segni di danneggiamento alle cellule nervose. Nonostante  la causa in corso con il Ministero della Salute, nulla riporterà Emanuele  e la sua famiglia alla vita semplice, serena e spensierata che hanno sperato di avere.
Il libro-diario di Corrado de Bari, ma anche di Elisabetta, sua moglie e di Noemi, la secondogenita, si snoda attraverso le difficoltà e le decisioni prese e che continuano a prendere per offrire a Emanuele tutto ciò che è possibile.
E' stato meraviglioso leggere della dedizione totale che la famiglia intera continua a riversare sul ragazzo ormai undicenne.
Corrado ed Elisabetta hanno accettato una sfida: è vero che il destino ha segnato la loro vita ma è altrettanto vero che puoi essere fortunato a vivere in una famiglia che non ha lasciato nulla di intentato e anzi ha promosso e sollecitato nuove e aggiornate terapie. Emanuele, a cui poi nello specifico è stata riconosciuta la Sindrome di Asperger, è stato sottoposto ad un percorso di terapie multidisciplinari tra cui idroterapia, musicoterapia, logopedia, ippoterapia, psicomotricità, tutte coadiuvate da supporto psicologico al bambino e alla famiglia che ha dovuto superare momenti di profondo sconforto e incoraggiamento reciproco.
La storia di Emanuele è per fortuna sempre in divenire, per lui ogni novità lo porta nel panico e va introdotta con coscienza pur riconoscendosi potenzialità altissime e conquiste enormi.
Mi sono commossa a leggere queste pagine, scritte con semplicità, amore e dedizione totale. Pagine che rispecchiano animi sensibili, pagine davvero sincere, scritte a cuore aperto che non hanno celato i momenti tragici di sconforto, di disperazione, di pianto  ma anche di forza, costanza e unione  familiare. Corrado ed Elisabetta sono una coppia veramente speciale, assieme alla piccola donnina che è Noemi,  perchè hanno voluto sempre far sentire "normale" Emanuele, dall'affrontare i semplici compiti quotidiani come vestirsi e lavarsi da solo, a inserirlo in situazioni esterne non precludendo amicizie e frequentazioni scolastiche. Solo l'amore vero e incondizionato fa compiere questi atti di unici e speciali.
"A volte mi chiedo cosa ne sarà di lui quando noi non ci saremo più. Se sarà in grado di badare a se stesso oppure se riuscirà a incontrare una persona che lo ami come lo amiamo noi e ne avrà cura...io ho cercato di essere un buon padre per lui, ho cercato di fare del mio meglio.....Non desidero essere il suo punto di arrivo, ma quello di partenza, perché questa mia anima pura possa spiccare il volo verso nuovi  lidi, verso avventure e esperienze..."
Perseveranza e amore, costanza e impegno, dolcezza e determinazione sono elementi fondamentali per un ragazzo "fragile" ma dalla forza incredibile che lotta ogni giorno per stare alla pari e farsi accettare aspettando pazientemente che ci si accorga di lui.
In bocca al lupo cari amici.

Annalisa Andriani

sabato 18 aprile 2015

Intervista a Lorenzo Marone


Diventato celebre in brevissimo tempo grazie alla pubblicazione di La tentazione di essere felici, edito da Longanesi, Lorenzo Marone è sempre stato uno scrittore in animo e in hobby. Infatti  ha esercitato la professione di avvocato per dieci anni pur sentendo che non era quella sua strada. Continuando a scrivere racconti e tenendoli nel cassetto, un bel giorno ha trovato il coraggio di accettare una lavoro che gli permettesse di dedicarsi alla scrittura e lanciarsi a capofitto. Ha così inviato i suoi racconti e romanzi in giro per premi ed editori finché il successo è arrivato nel 2015 con la pubblicazione di La tentazione di essere felici e con una grande casa editrice come Longanesi.

Dopo aver letto e recensito il romanzo, Lorenzo Marone ha accolto con estrema disponibilità la mia richiesta ad intervistarlo ed eccovi come è andata.
Cesare Annunziata si definisce sin dalla copertina "Un vecchio egoista. Degli altri me ne frego". Secondo me la sua burberità è una maschera per non relazionarsi con gli altri e non svelarsi a suoi figli. Ritiene che un meccanismo di difesa simile sia adottata da molte persone per nascondere la propria vera natura e attraversare la vita senza scossoni? Quanto può giovare il nascondere se stessi agli altri?
Cesare si serve del suo cinismo e del carattere burbero come scudo per proteggersi dal dolore derivante dalla consapevolezza di aver gettato al vento gran parte della vita. Si tratta di un trucco usato da molti; siamo in tanti a sbagliare scelte, a rammaricarci degli anni sprecati, pochi di noi, però, hanno il coraggio di guardarsi indietro e ammettere di aver sbagliato, ancora meno sono quelli che trovano la forza di cambiare qualcosa della propria vita. Per cambiare occorre una bella dose di audacia
Prima di scegliere la via della scrittura lei ha svolto la professione di avvocato per ben 10 anni. Ha voluto cambiare rotta per cedere alla tentazione di essere felice e lasciare un lavoro che non sentiva  suo?
Ho impiegato dieci anni per prendere la decisione di abbandonare una strada che non sentivo mia. L'avrei potuto fare prima, ma non è semplice uscire dalla propria "zona di sicurezza", nella quale ci sentiamo protetti. In realtà si tratta di un'illusione che, però, ci porta a perdere molte occasioni che la vita offre. Se non avessi fatto quella scelta, forse oggi non sarei qui, a parlare del mio libro. 
Nel libro è narrata la storia di Emma molto toccante e con abilità di scrittura. Come mai ha voluto inserire il tema della violenza sulle donne?
Non volevo scrivere un romanzo sulla violenza sulle donne e, di fatto, questo non lo è. Mi serviva un evento drammatico, potente, che potesse svegliare il nostro Cesare, che lo costringesse a intervenire e a donarsi nuovamente agli altri e alla vita. 
Il suo modo di presentare la vicenda, l'immedesimarsi nei pensieri, negli atteggiamenti fisici ed emotivi di Emma fanno pensare che lei sia molto sensibile e documentato sul problema. Come ha fatto a pensare così al femminile?
Per parlare della violenza domestica mi sono, ovviamente, dovuto documentare. Ho letto molte testimonianze di donne maltrattate. Non ho trovato grandi difficoltà a immedesimarmi in Emma; credo di essere una persona sensibile, e la sensibilità ti permette di entrare più facilmente nelle vite e nelle emozioni altrui. 
Cosa spinge, secondo lei, un marito a tanta violenza verso la persona a cui dovrebbe volere più bene al mondo? Perché le donne sono oggetto di sfogo delle frustrazioni personali?
E' un discorso complesso e non ho la presunzione di spiegare dinamiche così profonde. Credo, in ogni caso, che questi uomini sappiano scegliere bene le loro vittime, donne alle quali non è mai stato insegnato ad amarsi, donne che hanno un trascorso di violenza, che non si stimano e quasi ritengono normale essere maltrattate.
Molto veritiero è il comportamento di Emma. La dicotomia tra il desiderio di essere salvata e il timore di denunciare il marito per paura di un esasperazione della violenza e mancata protezione è il leitmotiv della maggior parte di queste storie ormai quotidiane. Ritiene che ci sia ancora una lunga strada da percorrere per tutelare le vittime dei soprusi?
Credo che dovremmo e potremmo tutti quanti fare qualcosa in più, intervenire, "impicciarsi", come fa Cesare. Invece ancora tendiamo a credere che si tratti di questioni private da risolvere in famiglia. Pensiamo che sia scorretto intrufolarsi nelle vite altrui. E, invece, potremmo, forse, salvare qualche vita. 
La vicenda di Emma è l'unico motivo che spinge Cesare a impegnarsi per qualcuno attivamente e scuoterlo dal suo menefreghismo. In fondo anche lui ha un cuore buono?
Cesare Annunziata è un finto cinico, apparentemente egoista, ma, in realtà, è una persona profonda e sensibile, che si serve del suo cinismo e del carattere burbero come scudo per proteggersi dal dolore e dalla "fatica" del vivere. 
Ora le pongo la domanda d'obbligo finale. Esordire con una grande casa editrice come la Longanesi è un bell'impegno per il futuro perché la obbligherà a tenere alto il livello della sua produzione. Ha già pronto un nuovo romanzo? Dei rumors parlano di un sequel a La tentazione di essere felici. Corrisponde al vero?
Ho scritto un nuovo romanzo che parlerà di famiglia e non avrà un protagonista "vecchietto". Per quel che riguarda un sequel de La tentazione di essere felici, al momento non esiste, però non si sa mai, può darsi che in futuro il nostro vecchiaccio tornerà a far parlare di sé. 

Nel ringraziare l'autore Lorenzo Marone, ricordo che il romanzo è disponibile in tutte le librerie e in ebook su http://www.ibs.it/code/9788830440180/marone-lorenzo/tentazione-di-essere-felici.html

Potete continuare a seguire Lorenzo Marone nel suo tour di presentazione del libro e sul suo sito http://www.lorenzomarone.net/


 

martedì 7 aprile 2015

La tentazione di essere felici.....si può?

Mi ha incuriosito molto questo romanzo pubblicato dall'esordiente Lorenzo Marone. Certo che già pubblicare per una casa editrice come Longanesi non è proprio da esordiente...ma devo proprio riconoscere che il romanzo La tentazione di essere felici è davvero un ottimo libro.
La tentazione di essere felici
                                              ed Longanesi

Il protagonista è un uomo anziano di 77 anni che vista l'età ha deciso di dar libero sfogo a se stesso, di non curarsi più di compiacere la gente e di dire in faccia ciò che gli passa per la testa. E' scontroso e scorbutico, evita i condomini, non si vuole occupare del nipote né interessare alle vite dei figli, lo irritano le domande quotidiane del fruttivendolo tanto da  decidere di andare a far la spesa a più isolati di distanza per non far impicciare gli altri di sé. Lo irrita tutto a dire il vero. I vicini di casa sono un po' stravaganti ( Eleonora la gattara e l'amico rifugiato in casa Marino) però in realtà gli sono affezionati e anche lui a loro. I figli, Sveva e Dante sono lì che aspettano la sua approvazione da sempre ma per uno strano giro di cliché Casare Annunziata non riesce a dimostrare il suo amore e la sua capacità di comprenderli e così si feriscono costantemente l'un l'altro. Cesare sa da sempre che suo figlio è omosessuale e la cosa lo lascia indifferente però Dante impiega tantissimo tempo a svelarglielo e a presentargli il suo compagno perché teme il suo giudizio. Di Sveva, Cesare intuisce da subito la sua infelicità e insoddisfazione coniugale, perché lei, la sua figlia preferita, ha il suo stesso carattere e l'irascibilità è una difesa per loro e Cesare lo sa bene!
La vita di Cesare scorre quindi su un binario di apparente egoismo e cinismo,vorrebbe fare solo ciò che vuole ma in realtà si trova a riconoscere che egli è profondamente solo. Per uno strano caso del destino nell'appartamento accanto al suo si trasferisce Emma, una giovane donna sposata infelicemente. Vittima delle violenze del burbero marito (dall'aria elegantemente tranquilla quando è fuori casa!) Emma si rifugia proprio da lui, ed è l'unico a cui racconta di sé tanto da renderlo complice del silenzio e delle mancate denunce. Sarà proprio Emma a toccagli l'anima nel profondo. Quando pensi già di aver sofferto tanto....
Lorenzo Marone non presenta un uomo straordinario ma un uomo qualsiasi la cui schiettezza che alle volte sfocia in sadismo riporta esattamente a ciò che ognuno vorrebbe essere ma per educazione o convenzioni sociali non può. Cesare Annunziata è un po' tutti noi e ciò che vorremmo in cuor nostro alle volte fare. Un uomo che dietro l'apparenza del menefreghismo in realtà è pieno di rimpianti per una vita non vissuta, per una vita trascorsa senza intensità. Un burbero romantico e infelice.
Lorenzo Marone

La scrittura di Lorenzo Marone è profonda e completa. Delinea i personaggi schiettamente, ne trasferisce il carattere attraverso i dialoghi, le fattezze, i dettagli delle movenze e dell'abbigliamento. Tutti i protagonisti sono chiari fisicamente e stagliati dinanzi agli occhi del lettore. Inoltre Marone fa assaporare il profumo di Napoli, quegli usi del gran paesone partenopeo così denso di umanità, quei vicoli, i negozietti che poi hanno chiuso, la vita comune di ogni giorno.
Ma l'eleganza del romanzo consiste nel presentare con sapienza e tensione il tema della violenza sulle donne. E' una tematica a cui ci si è quasi assuefatti però infinitamente vicina. Le vittime si accusano di avere una parte di colpa dei soprusi che subiscono ma quando tocchi con mano quelle pagine che descrivono i vetri rotti, il viso massacrato, le fratture sparse e il respiro flebile non puoi che immaginarti quella scena drammatica, non puoi che pensare che poteva essere evitato e sentirti complice della copertura. Tensione vibrante e pelle d'oca assicurata.
Per essere  felici in fondo è giusto disinteressarsi di tutto? e cosa poi ci rende davvero felici? Apprezzare le piccole cose?
"Mi piace l'odore di limone che si attacca alle dita....mi piace il picchettio della grandine sui vetri, mi piace il sapore del caffè che scompare piano e quello della cioccolata fondente che sopraggiunge con un po' di ritardo".
La tentazione di essere felici è davvero un romanzo da leggere ricco di vivace e costante contemporaneità.
Il libro è edito da Longanesi ed in vendita su tutti gli store online e nelle librerie.
http://www.ibs.it/code/9788830440180/marone-lorenzo/tentazione-essere-felici.html

giovedì 2 gennaio 2014

"Splendore"…. a Natale

E' una certezza. Margaret Mazzantini ha l'abilità di sconvolgere ad ogni pubblicazione. Dopo "Venuto al mondo" che mi ha tenuta sospesa ad ogni pagina, in cui ogni avvenimento presagiva conseguenze impreviste, in cui la vita e la morte lottavano e confliuvano con la stessa intensità, in cui ogni riga ed ogni parola avevano un carico ed una profondità particolare, questi giorni mi sono dedicata alla lettura del suo nuovo romanzo "Splendore".
Confesso di non essermi preparata prima, nessuna presentazione, né sintesi, né breve recensione. Il titolo mi ha affascinato e questo mi è bastato.
Nei primi capitoli la narrazione dell'infanzia del protagonista fa intuire di trovarsi di fronte ad una storia tormentata, fuori dall'ordinario, borderline, in cui la profonda carenza di affetto materno (psicologia di base!!!) determina gesti, comportamenti, scelte, anaffettività.
Quando il rapporto indefinito tra Guido e Costantino, amici-nemici, coinquilini di status sociale differente, compagni di liceo invidiosi l'uno della normalità familiare dell'altro e l'altro degli agi e lussi del primo muta in passione amorosa, la storia si complica e il lettore si trova immerso in un mondo fuori dal comune senso affettivo. Una passione inizialmente non vissuta, con i taboo degli anni settanta, nascosta, sofferta, soggiogata a situazioni sociali, familiari e lavorative. Una passione che è in grado di rivelarsi e di convivere con la normalità delle due famiglie che i protagonisti di creano, un vivere "altro", una dicotomia che a tratti forte a tratti repressa attraversa l'intera vita dei protagonisti.
Ma è lo stile della scrittura il vero protagonista del romanzo. Un modo crudo, diretto a tratti volgare mirato non edulcorare situazioni che vanno chiamate con i loro nomi.  E' traumatizzante leggere tanta crudeltà, tanta durezza nelle parole e nei fatti annessi. Sconvolgente e carnale, amaro e tenerissimo, passionale e drammatico. Non manca il finale a sorpresa, non manca la degenerazione del personaggio.
Un romanzo da leggere sapendo di soffrire per uno Splendore impossibile.

sabato 9 marzo 2013

Altro libro, altro post


Oggi vi voglio parlare di un'altra mia lettura.
Anche questa nata per caso, ma proprio per caso....
Mi trovo in un megastore multimediale e dopo qualche minuto di girovagare con confusione mi apposto all'angolo libri, unica zona del negozio in cui trovo un po' di familiarità.
Così nello scorrere i libri, l'occhio cade su un romanzo la cui strepitosa offerta a 5 euro, fa sì che lo compri senza dubitare. E' estate, i libri si divorano sulla sdraio nel lungo afoso pomeriggio, in fondo, penso che anche se un flop, non ci rimetto tanto...
E così mi porto a casa:




Il supposto ritrovamento del manoscritto della Decima Sinfonia di Beethoven è alla base di questo ingegnoso romanzo che si lascia apprezzare per l’abbondanza di nozioni musicali, alcune di queste di grande interesse. Non mancano spiegazioni anche piuttosto elementari per chi proprio non sa nulla di musica (vengono spiegati molto semplicemente alcuni termini come pentagramma e tonalità). 
Beethoven non ha segreti per Daniel Paniagua, brillante ricercatore dell’università Carlos IV di Madrid, almeno fino a quando il direttore del suo dipartimento di Musicologia non lo spedisce a indagare sul controverso Ronald Thomas, geniale direttore d’orchestra che avrebbe ricostruito il primo movimento della leggendaria Decima sinfonia del compositore tedesco  a partire dagli appunti e dai frammenti rimasti. Ma l'esecuzione non inganna Paniagua che in realtà indovina che c'è poco di inventato e molto di originale. Naturalmente l'omicidio di Thomas, il pentagramma tatuato sulla sua testa e tanti altri elementi creano il giallo.

Il romanzo è abbastanza buono, anche questo sfrutta la moda del momento lanciata da Dan Brown (pensate che viene nominata anche in questo romanzo la setta degli Illuminati, già oggetto di Angeli e Demoni, come pure la sequenza di Fibonacci, presente invece nel primo grande successo Il Codice Da Vinci) proponendola però in un’ottica fino ad ora non utilizzata, cioè quella della musica classica.
Il doppio piano del racconto che alterna l’oggi dell’inchiesta sull’omicidio di Thomas e la cronaca della vita quotidiana di un Beethoven innamorato perso e più sorridente del solito; lo spunto musicologico seguito con un’accuratezza e una coerenza che faranno leccare i baffi agli appassionati; e, in generale, una manciata di personaggi dal convincente respiro di vita. Questi ingredienti, ben miscelati nella prima metà del libro, sono tenuti assieme da un ritmo di scrittura e da una tensione narrativa che si slabbra un pò nella seconda parte. In questi casi mi immagino sempre che forse, un bel consiglio da un lettore esterno e poco coinvolto, potrebbe risollevare le sorti all'autore e al romanzo.
Joseph Gelinek (compositore boemo, umiliato da Beethoven in un famoso “duello musicale”) è lo pseudonimo scelto da un noto pianista e musicologo spagnolo per il suo romanzo d’esordio che ha ottenuto in Europa i lusinghieri risultati di vendita che i suoi editori si aspettavano.

Della Decima Sinfonia, di cui non ho avuto ancora il tempo di approfondire l'esistenza o meno e la valenza dei manoscritti ritrovati, ho recuperato sull'infinito mondo di Youtube questa versione che vi posto:


Se ho suscitato la vostra curiosità, tuffatevi nella lettura o nel più veloce ascolto...
A presto amici