domenica 6 maggio 2018

Il peso delle parole

di Olimpia Petruzzella
edizioni Dark Zone


Uscirà il prossimo 10 maggio il romanzo d'esordio della giovane Olimpia Petruzzella.

"Il peso delle parole" è un romanzo fresco che ho avuto il piacere di leggere in anteprima visto il legame di una vita con Olimpia. Tra le mie prime allieve di violino, sin dall'età di 3 anni si è avvicinata alla musica attraverso il Metodo Suzuki insegnato da me a Molfetta. Con l'ausilio di genitori attenti e fedeli, Olimpia, bambina talentuosa e metodica, ha vinto diversi concorsi in un periodo storico in cui la musica era già per i grandi, stupendo insegnanti e musicisti. Il suo percorso musicale si è poi concluso in Conservatorio, diplomandosi in violino ma appassionandosi sempre più alla letteratura e alla formazione classica tanto da indirizzare poi le sue scelte successive in questa direzione.


La trama

Vanessa, Sean (Roy), Logan, Mark, Michel sono i protagonisti, tra loro lontani, del romanzo cui fa da collante e calamita Diana. L'amicizia tra Diana e Vanessa è storica e profonda, risale ai tempi del liceo frequentato a Molfetta (città dell'autrice) e si evolve a Roma dove ora entrambe risiedono. Tra loro si interpone Sean dal passato burrascoso e inquieto con il quale Vanessa decide di dividere un appartamento dopo il suo divorzio. La convivenza è difficile agli inizi ma poi si alleggerisce e diventa più confidenziale senza però che Sean riveli nulla del suo passato e ponendo rigide regole sull'utilizzo degli ambienti dell'appartamento. 
Il merito del cambiamento di Sean è dovuto a Diana che entra in scena dirompente e sicura di se' tanto da far perdere la testa all'inglese, che poi si svela essere stato un violinista che all'apice della sua carriera ha abbandonato le scene e lo strumento per sempre.
Le vicende di Vanessa e Diana si alternano sia nel presente che su piani temporali diversi in cui ci sono rimandi al loro passato, all'adolescenza a Molfetta, agli amici/nemici che hanno influenzato molto il loro carattere e le scelte di vita.
L'amicizia tra le donne è sincera ma altrettanto burrascosa tanto da allontanarsi per qualche periodo in virtù dei loro caratteri così forti e dominanti.
Attorno a Diana gravitano anche personaggi come Logan, Mark e Michel e altri minori che fanno parte del mondo teatrale e televisivo. Infatti lei è una sceneggiatrice di serie tv che dopo lavori minori finalmente approda in una serie inglese di alto livello con sceneggiatori importanti.
Amicizia, amori, nostalgia e grandi sentimenti sono il trait d'union del romanzo e dei suoi personaggi.

La critica

Nel romanzo c'è molto dell'autrice Olimpia Petruzzella. La sua vita è riflessa in entrambi i personaggi femminili riportando esperienze e vissuti che vanno dall'adolescenza al periodo attuale. Leggere di  Diana, della sofferenza attraversata a scuola per opera di compagni bulli e vergognosamente vandali, fa pensare a quanto l'autrice abbia subito in un periodo già difficile per ogni ragazza. Le scelte di trasferirsi a Roma di Vanessa, il quartiere, i primi lavori da editor, la passione per le serie tv ( di Sherlock in particolare) rispecchiano le passioni di Olimpia e la sua vita. Nel passato di Diana c'è stato lo studio del pianoforte, in quello di Olimpia il violino e le conseguenti decisioni dell'abbandono musicale.
E' bello ritrovare alcune citazioni musicali degli studi o canzoni del Metodo Suzuki, ma è ancora più bello ritrovare la propria Molfetta tra le righe del libro.
A Molfetta Vanessa si rifugia nel suo peggior momento; dai suoi genitori e soprattutto da sua nonna ritrova quei ricordi, habitat e tradizioni che seppur in subbuglio riescono a farla riprendere. I profumi del Sud sono un richiamo. La cucina, la frittura, la lunga preparazione e l'ansia di offrire alla figlia e alla nipote i suoi piatti preferiti danno a Vanessa qual calore di famiglia che a Roma le manca. 

La scrittura del romanzo è molto dettagliata in ogni punto, nessun particolare è lasciato al caso, anche se alcune volte potrebbe essere sorvolato per non appesantire la lettura.
Nel leggere "Il peso delle parole" si percorrono le vie di Roma insieme alle protagoniste, si vive la Molfetta degli adolescenti e quella attuale (non molto cambiata in realtà...), la Londra caotica e ricca di locali e vita sballata ma altrettanta attenzione è dedicata ai sentimenti dei personaggi.
Ognuno di loro ha il suo posto nella storia, la sua identità netta e definita che come una tessera va a completare il puzzle.

Originale per la presentazione del romanzo è stata l'uscita di racconti su Wattpad. Wattpad è una piattaforma online che unisce una comunità multilingua di scrittori e lettori tramite sito web o app da scaricare su telefonini o tablet. E' molto utilizzata da ragazzi e amanti della lettura veloce, riesce a mettere in contatto autori e lettori in modo sincretico e universale.


Olimpia Petruzzella ha utilizzato la piattaforma creando racconti ad hoc per ciascuno dei suoi personaggi così da suscitare curiosità e presentarli al tempo stesso. L'esperimento è andato ben oltre le previsioni ottenendo più di 2000 visualizzazioni. 

Non resta che augurare all'autrice Olimpia Petruzzella di percorrere a testa alta questa strada ambiziosa e non semplice, progettando forme di scrittura originali e diverse come l'evoluzione letteraria chiede al giorno d'oggi. Appuntamento in libreria il 10 maggio in coincidenza con il  Salone del Libro di Torino. Firmacopie allo stand della casa editrice DARKZONE 11-12 maggio
Acquisti, prenotazioni e prevendite su tutti i siti di acquisti online e 
http://www.dark-zone.it/



lunedì 16 aprile 2018

Nient'altro al mondo


 di Laura Martinetti e Manuela Perugini


Ed. Garzanti


Un romanzo molto denso è il libro di Martinetti e Perugini, amiche sin dai banchi di liceo e ora insieme scrittrici.Il romanzo narra la storia di un'amicizia che dura, come per le autrici, dai tempi della scuola. Le protagoniste, Maria e Alma sono due donne che si ritrovano a vivere la vita ricca di gioie ma anche di profondi dolori.Le loro vite si sono intrecciate ma anche allontanate per lunghi periodi, altalenando momenti intensi a distacchi duraturi. Ognuna ha il suo carattere ben definito e forte ma ammira dell'altra quegli aspetti che non riesce ad avere, a cogliere, a vivere.


La trama

Incontriamo Alma e Maria in un periodo maturo ma molto difficile della loro vita. Dopo essersi realizzate nel lavoro e anche negli affetti, entrambe si ritrovano ad affrontare un momento duro e angosciante. Maria deve rinunciare alla propria gravidanza perché extrauterina. La protagonista passa così dal turbinio dell'eccitazione per la splendida gravidanza al baratro più profondo. Sono mesi insopportabili in cui si ritrova sola e incurante del mondo esterno. Persino l'aiuto dell'amica non le è utile, anzi la rifiuta e si isola. Il dolore la scava, ogni sguardo le parla di pietà e ne soffre immensamente. L'isolamento le permette di non osservare le amiche felici, le feste di compleanno dei figli delle sue coetanee, i negozi che brulicano di mamme indaffarate. La bolla nella quale entra soffrendo la preserva dal dolore. O almeno e ciò che lei crede...
Poco dopo invece, Alma resta incinta ed è felicissima ma per non urtare la sensibilità dell'amica non le svela la notizia e aspetta diversi mesi. Il suo essere  felice traspare dal romanzo, ogni riga è intrisa d'amore e di aspettativa. Lo scoglio più grande però per Alma è il rapportarsi con Maria. 
Accade che per non far soffrire ci si allontani, non si ha la ricetta del buon comportamento in questi casi, ci si sente come elefanti in una cristalliera. Il loro rapporto subisce una battuta d'arresto per le emozioni inespresse e il blocco emotivo.Tutto si infrange con la nascita del piccolo Lorenzo e con inattesi problemi neonatali. Alma piomba nel baratro e accanto lei, nell'immediato, torna Maria non per parlarle della sua esperienza ma per farla  vivere, per riportarla alla sua natura, al suo ottimismo e alla forza necessaria.
"Il dolore è una caduta libera. Quando pensi che sia arrivato all'apice, continua a trascinarti oltre. L'essere  umano può sopportare troppo"
Alma vive un lungo periodo di non-vita in cui tutte le decisioni sono per Lorenzo, ogni suo attimo è per lui, ogni pensiero e ogni sospiro,  il respiro è bloccato e sospeso. Il supporto dell'amica è fondamentale, più di quello del marito o dei suoi genitori.
"Non è necessario essere forti per superare certe avversità. Il tempo non si ferma, prosegue. La vita continua a scorrere e ci trascina con se' come la corrente di un fiume.....Se oggi ti manca la forza, fatti portare da quella corrente. Lascia solo che il giorno trascorra. Quando domani ti volterai indietro, vedrai il dolore alle tue spalle e ti chiederai come hai fatto a superarlo".
La critica

Il romanzo si dipana in modo così semplice e naturale da ritrovarsi improvvisamente a fine libro. La curiosità di sapere la vita di Alma e Maria come prosegue, porta  a leggere avidamente le pagine che però si fanno amare e al contempo ricche. La storia base scorre con piacevolezza perché la curiosità delle vicenda spinge ad andare molto avanti. Ma è l'amore il vero protagonista. L'amore folle per il figlio appena nato, l'amore per il coniuge che improvvisamente invecchia di anni a causa delle preoccupazioni, e l'amore per l'amica inteso davvero come sentimento puro di amicizia e legame indissolubile. 
E' bello leggere da dove nasce e come si dipana la loro intesa: l' adolescenza spensierata, quell'attendersi a fine estate per riprendere le frequentazioni, i racconti sui loro amori e compagni, i dolori per la perdita dei genitori, la distanza e il ritorno a loro due. Non esiste un unico segreto per quanto riguarda l'amicizia al femminile perché ogni rapporto tra le persone racchiude i propri trucchi magici. nella vita possiamo incrociare il cammino con tante persone ma solo alcune di queste entreranno davvero in contatto con il nostro essere più profondo. (cit.A.M.Sepe)

Dal punto di vista letterario per me è stata una vera scoperta leggere le due autrici, davvero ricche e speciali. Tanti sono gli spunti di riflessione sulla vita, sul destino, come procedere indenni, superare andando oltre. Ho apprezzato molto l'alternanza dei soggetti nei capitoli, perché scritti in prima persona; ci riflettono i pensieri di entrambe le donne dai loro punti di vista, la sincerità e anche le menzogne obbligatorie per mantenere il rapporto. Molto profondi sono i pensieri di entrambe, che partendo dalle sventure sulla maternità e sugli imprevisti, ci conducono nelle pieghe più profonde dell'animo, nelle riflessioni che mai nessuno rivela a voce alta ad altri ma che conserva in se'. 
"Anche le ferite all'anima sono dolori fisici così potenti da lasciare stordito chi le subisce. Corrono da dentro. Divorano senza pietà. Sono più subdole perché invisibili all'esterno. Prendono lo stomaco,bloccano il diaframma. Eppure, modificano per sempre".
Ringrazio le edizioni Garzanti per la copia e fiducia
Annalisa

martedì 27 marzo 2018

La libreria dove tutto è possibile


di Stephanie Butland
 Ed. Garzanti



Loveday è una giovane donna dal nome speciale, lei, "giorno d'amore",  per i suoi genitori è il fulcro della loro vita, la bambina che tutti vorrebbero e l'armonia familiare per antonomasia.
Incontriamo Loveday a York, in una bella e polverosa libreria, specializzata in libri antichi ed usati, edizioni rare e ricerche specialistiche.In questo luogo magico, il sogno per ogni amante di libri, Loveday, giovane donna, vive la sua vita alquanto solitaria. Spesso scontrosa e eccessivamente timida, Loveday si trova a proprio agio solo tra i suoi volumi particolari, organizzando e riordinando il suo lavoro, reperendo alacremente testi introvabili, accontentando tutti i clienti con solerzia. Insomma la migliore impiegata che un titolare vorrebbe. Ed infatti il caro proprietario Archie non esita un attimo ad assumere Loveday quando scopre in lei non il desiderio di un lavoro ma la passione che la spinge verso la lettura e la ricerca.
Loveday spesso si scherma nella sua ritrosia ma al tempo stesso ne soffre "se fai di tutto per renderti invisibile,non puoi lamentarti che la gente non si accorga della tua esistenza". Il suo nascondersi ed essere riluttante verso chiunque è una reazione profonda ad un passato che lentamente affiora, nonostante Loveday abbia sempre fatto di tutto per affossarlo. 
"Archie sostiene che tengo ben nascoste le mie parti interessanti e che arrivare a conoscermi è un atto di fede premiato da una ricompensa. Immagino voglia essere gentile"
Lei è convinta di poter vivere in questo modo ma a tratti si sente imprigionata in se stessa, vorrebbe essere diversa ma non riesce. Per questa trasformazione...occorre l'amore...ed arriva con Nathan. Il giovane gentile ed educato è un mago di professione e poeta per passione, lentamente senza imporre nulla riesce a far uscire Loveday dal guscio, le lascia i suoi tempi e pur intuendo segreti insidiosi non insiste mai e la porta ad esibirsi in pubblico recitando poesie. L'ambiente è culturalmente vivace e le descrizioni lo fanno apprezzare molto. Sono tanti i momenti in cui ci si ritrova esattamente nel luogo descritto.  Si riesce ad immaginare questa libreria dinanzi agli occhi, la sede degli incontri di poesia è ben delineata come anche tutti gli altri luoghi.
Grazie all'influenza di Nathan e alla grande bontà, affetto e simpatia del titolare Archie, che in fondo l'ha praticamente adottata, Loveday decide di affrontare il suo passato, di cercare di conoscere meglio lo stato dei fatti e offrire altre possibilità a chi le ha voluto bene e a se stessa.
Il percorso non sarà breve ma ora Loveday ha tanti buoni motivi per intraprendere la strada. Ora non sono più solo i libri il motivo della sua esistenza ma anche le persone. La crisalide può trasformarsi in farfalla!

La critica
Il romanzo è una bella lettura piacevole e rilassante. E' ben scritto e dal taglio ironico. Loveday parla in prima persona e questa è una formula vincente per far apprezzare il personaggio. Conoscere i suoi pensieri e sentimenti dalla sua viva voce, li rende più autentici. Il libro è un omaggio a chi ama i libri, le librerie polverose che respirano di antico, la ricerca della rarità, insomma....un libro per me! E per tanti amanti della lettura come me....
"Chiunque abbia lavorato in una libreria per più di un pomeriggio vi dirà che la gente compra libri per i motivi più disparati. C'è il puro e semplice amore per i libri, la consapevolezza che lì dentro c'è una via di fuga, un'occasione per imparare, un posto per scatenare e far giocare la mente e il cuore...tutti motivi validi, nessuno dei quali però garantisce che il libro verrà aperto".
Ringrazio le edizioni Garzanti per la copia e la fiducia.
Annalisa



domenica 25 febbraio 2018

Fiori sopra l'inferno


Di Ilaria Tuti 

edizioni Longanesi


Esordio di successo per la giovane Ilaria Tuti, friulana che per Longanesi  è svettata nelle classifiche con "Fiori sopra l'inferno" pubblicato a gennaio 2018. Già conteso da diverse case editrici straniere, il romanzo è un thriller ambientato in un paesino del Friuli, tra le Alpi svettanti al confine con l'Austria.

"Ecco il suo fiore, il più bello tra quelli che gli impedivano di vedere l'inferno"

Un giorno viene ritrovato nei boschi il cadavere di un uomo, denudato e con strani segni sul corpo che lasciano immaginare  una forma di tortura dal significato simbolico.
Naturalmente il paese è abitato da poche anime che aumentano nel periodo turistico e che si conoscono tutte tra loro. La polizia locale non riesce a pensare che sia stato qualcuno del paese con intenti vendicativi o spinto da motivi personali di acredine.
Viene chiamata una squadra investigativa da fuori,  capitanata dal commissario Teresa Battaglia, una donna un po' avanti negli anni, con un diabete incipiente e prime forme di Alzheimer. La donna comincia a mettere in pratica le indagini secondo lo schema di ricerca di serial killer. Osteggiata dal capo della polizia locale Knauss, Teresa Battaglia, di nome e di fatto, comincia ad imporsi su tutta la squadra e a convincerla della pericolosità della situazione, soprattutto della probabilità di nuovi delitti. Infatti di lì a poco nuove efferate mutilazioni si verificano in paese. La situazione sta prendendo una brutta piega e l'ostilità del clima ne accentua la gravità.
Accanto a Teresa Battaglia troviamol'ispettore Marini, un giovane poliziotto che con abbigliamento elegante e da città sembra fuori luogo rispetto all'ambiente. La cinicità della Battaglia che lo identifica come un viveur inseperto e incapace, lo mette a dura prova. Ma la vicenda intricata è da stimolo all'ispettore a dimostrare il contrario.
Ogni paese nasconde segreti, anche remoti, che però qualcuno ricorda ancora. Gli ispettori e la carica tenace di Teresa Battaglia riusciranno a scandagliare questo passato non troppo remoto sino a far combaciare le tessere del puzzle.
A latere di questa storia, scorre una narrazione del periodo nazista in cui in una Scuola speciale venivano cresciuti dei bambini in maniera fredda e impersonale, a cui non veniva dato neppure il nome di battesimo. Questi esperimenti sull'anaffetività venivano condotti da un medico nazista finchè una dipendente non denuncia. Posso esserci  legami con questi i delitti e le violenze che si svolgono al presente?

"Erano fiori che cercavano la luce e finalmente l'avevano trovata"

Sta alla bravura degli investigatori far emergere la verità e riportare la tranquillità montana!

La critica
Di certo è un romanzo ben scritto questo di Ilaria Tuti. La casa editrice Longanesi ha fatto centro investendo su questa giovane scrittrice. Lo stile è sapiente e netto, senza arricchimenti inutili, come un thriller richiede. Alle spalle si intuisce che c'è ricerca e gavetta. Il taglio dei personaggi è realistico, tanto da immaginarseli visivamente in azione. Il commissario Battaglia che fatica scendere i dirupi con il suo fisico sformato e malconcio, che comincia a riscontrare i segni della malattia e non se ne fa ragione, suggellano l'umanità e veridicità del personaggio. Anche gli altri protagonisti sono delineati in modo preeciso e puntuale.
Principale attore del thriller è, per me, il paesaggio. Nel romanzo diviene un co-protagonista importante perchè non è solo lo scenario in cui il paesino è incastonato, ma se ne sentono i suoni, si immaginano i sentieri, i rivoli e le cascate. La neve che improvvisamente cade sulla fronte del commissario esausta suggella il momento di candore e libertà, il legame dei bambini del villaggio con la natura ne fanno un richiamo al buon selvaggio di Rousseauniana memoria. Traspare la piena conoscenza dell'ambientazione ma soprattutto la grande capacità di raccontarla e farla vivere al lettore.

Ci aspettiamo  i prossimi romanzi per inserire a pieno Ilaria Tuti tra i nuovi scrittori da seguire in futuro!
 Ringrazio la casa editrice Longanesi per la copia e la fiducia
Annalisa


domenica 11 febbraio 2018

L'uomo del labirinto


 di Donato Carrisi, Edizioni Longanesi


Un luogo indefinito, un tempo indefinito,una stagione estiva talmente torrida da sconvolgere i bioritmi umani.
In una zona non precisata del globo,una sorta di Gotham City, a causa di immaginabili cambiamenti climatici, la popolazione è costretta  a cambiare il proprio ritmo di vita lavorando di notte e richiudendosi in casa di giorno. Le temperature impediscono una vita regolare. Tutto è alterato e stravolto, rapporti umani, vivibilità, psiche e comportamenti.

Una notte viene ritrovata una giovane donna in stato confusionale, completamente nuda al limitare di una palude. Ha delle ferite ed una frattura, non sa il suo nome nè cosa ci faccia li. Poco dopo si scopre essere Samantha Andretti, una ragazzina che all'epoca della scomparsa, avvenuta 15 anni prima, aveva 13 anni. In una mattina di febbraio, la ragazzina eccitata e agghindata per andare incontro al suo ragazzino preferito, si specchia nei vetri di un'auto e viene attratta da ciò che intravede all'interno.  Da quell'istante scompare e di lei non si sa più nulla. All'epoca, brancolando nel buio la polizia, viene incaricato dell'indagine un investigatore privato, Bruno Genko, il quale non giunge ad alcuna conclusione e porta dentro di se' negli anni un senso di sconforto e inadempienza. Con la liberazione della ragazza, tutto cambia e Genko, seppure terminale, si dà come ultimo compito la ricerca della verità. In un primo momento vuole scoprire chi ha rapito la ragazza e dove l'ha tenuta prigioniera, ma ciò che poi comincia ad attanagliare Genko è cosa abbia scatenato il comportamento del rapitore e la sua serialità.

"Quand'è che si comincia a morire? Quando si contrae la malattia letale o quando la si scopre?"
"Finché c'è aria nei polmoni, non è finita"

E così Genko si lancia alla ricerca spasmodica del rapitore, scandaglia nei meandri dei ricordi, intesse una tela attorno a lui che tenderà piano piano a farlo uscire allo scoperto.

"Puoi abbandonare il luogo in cui sei nato, ma il luogo in cui sei nato non ti abbandona mai"

Una periferia abbandonata ha visto crescere ragazzi lasciati a loro stessi, figli di una miseria sociale tale da ritenere inutili le loro vite, ignorati da una omertà tale da non capire cosa succedeva  ad alcuni di loro, dove finivano e da dove ritornavano dopo aver incontrato il Buio. Questi ragazzi Invisibili, non degni di nota nè di attenzione da parte di nessuno, riescono ad essere interessanti per altri, importanti per qualcuno che approfitta della loro ingenuità e curiosità.
Sono marchiati per sempre e non potranno far altro che seguire i loro istinti.
"Loro non sanno di essere mostri, pensano di essere persone normali. Se cerca un mostro, non lo troverà mai. Se invece pensa a lui come a un uomo comune,come me o come lei, allora ha qualche speranza".

A latere dell'indagine di Genko si svolge quella del dott.Green, il profiler che dal primo momento indaga con Samantha sul suo recente passato trascorso in prigionia. Il profiler riesce ad attirare la sua attenzione, a cercare la sua fiducia dopo anni di maltrattamenti e delusioni, dopo tristezze e abbandoni, dopo l'infinito gioco a cui lui la sottoponeva. Un gioco al massacro, allo sfinimento ma che per attaccamento alla vita,Samantha riusciva a reggere. Un lavoro non semplice quello del dott.Green che con pazienza riesce a far recuperare i ricordi a Samantha, le sensazioni e le emozioni respinte e dimenticate nel "non-luogo" del Labirinto in cui tutto è grigio e anonimo.


La critica
Sono una lettrice appassionata di thriller e gialli. Ho cominciato da ragazzina e mantengo sempre questo vivido interesse al genere. Ho scoperto Donato Carrisi sin dal primo romanzo "Il Suggeritore" e ho continuato a seguirlo ad ogni uscita. Lo stile si è man mano affinato,migliorato e diventato più esperto nel tessere trame sempre più articolate e variopinte.
In questo romanzo si torna sempre alla dicotomia tra bene e male, nel profondo del buio in cui vengono inghiottiti tutti i deboli e i cattivi. Come detto in una intervista rilasciata a me nel 2014, Carrisi ribadisce la costante lotta tra Bene e Male, la prevalenza dell'uno su l'altra in fasi storiche alternate.
Anche in questo romanzo la protagonista femminile è molto preponderante, perché la vittima, con il suo gioco e analisi è co-protagonista del romanzo. Geniale è l'intuizione di Donato Carrisi che inserisce nel romanzo elementi di richiamo ad altri suoi romanzi precedenti di successo, Simon Berish e Mila Vasquez de Il Suggeritore, il rapimento di Avechot de "La ragazza nella nebbia". Remind che fanno riconoscere il filo rosso al lettore appassionato e fedele ma che non inficiano i new entry. Come sempre...Finale a sorpresa e spiazzante!!

Ringrazio la casa editrice Longanesi per la copia e la fiducia.

venerdì 15 dicembre 2017

Le vite parallele



Il Commissario Casabona ritorna in libreria con un nuovo caso sapientemente raccontato da Antonio Fusco.
Al suo quarto romanzo per Giunti Editore, Antonio Fusco continua a raccontare le vicende investigative e personali del commissario Tommaso Casabona che indaga sempre nella sua cittadina Valdenza,in Toscana.
Il romanzo si apre con una scena più familiare, infatti il Commissario passa fugacemente dall'ufficio prima  di raggiungere la moglie in ospedale. La signora Francesca deve affrontare un intervento per tumore e la sua situazione psicologica è molto angosciante. Così Tommaso, preso da sensi di colpa per le sue assenze e con somma responsabilità, decide di presentare domanda di trasferimento in ufficio e non seguire più la Squadra Mobile. Ovviamente i suoi colleghi ci credono poco tanto da infilargli sotto il naso un nuovo caso alquanto intricato.
Dopo tentennamenti il commissario è di nuovo in pista. Il caso è delicato: si tratta della sparizione di una bambina di tre anni, bellissima e appartenente ad una famiglia in vista della cittadina.
Martina vive in una frazione di Valdenza con i genitori, lui dermatologo affermato, lei donna colta che ha lasciato l'impegno lavorativo per dedicarsi alla figlia.Una famiglia felice, bella casa, bei viaggi e bel tenore di vita.
Contemporaneamente un cocainomane scompare da Valdenza e fugge in Francia dove viene anche trovato morto. Molte tracce conducono ad un forte legame tra l'uomo e la signora Elena, mamma di Martina. Una relazione clandestina, forse anche spaccio di droga  e altri indizi fanno si che i due nomi si leghino al caso.
La pressione mediatica è sempre alta ed estenuante per cui il commissario si ritrova a prendere delle decisioni  in breve tempo. Certo la sua lucidità è messa anche a dura prova dalla situazione di salute della moglie e dalle difficoltà sentimentali per cui, poco dopo deve ritornare sui suoi passi. Le vite apparenti ne hanno altre parallele...

La critica
Per me Antonio Fusco si conferma un ottimo romanziere e narratore. La sua scrittura è netta e tagliente, sempre agile e rapida dove occorre. La storia scorre rapidamente così da leggere il noir in brevissimo tempo (solo due serate per me!). L'esperienza professionale del  dott.Fusco, Funzionario della Polizia di Stato, vien fuori ad ogni riga, i rapporti tra la Mobile e la Questura, tra la Scientifica e la sede regionale ecc sono raccontati da chi li vive dall'interno. Anche le modalità di ricerca e approfondimento sono tipiche di chi le affronta per mestiere ed esperienza. In ogni caso la narrazione è vincente perchè oltre la bella trama vi è sempre un finale a sorpresa degno di un bravo scrittore noir!
Attendiamo ancora un volte le prossime indagini.
Per chi volesse conoscere i romanzi precedenti già da me recensiti, può seguire i link indicati qui sotto


Ringrazio Giunti per la copia e la fiducia


domenica 10 dicembre 2017

L'inganno

di Thomas Cullinan


pubblicato per  DeA Planet nel settembre scorso, il romanzo deve il suo successo soprattutto al film che Sofia Coppola ne ha tratto dalla versione in lingua. L'autore,Thomas Cullinan, americano dell'Ohio, ambienta il romanzo in Virginia durante la guerra di secessione. Un soldato nordista il caporale John McBurney, di origini irlandesi, viene trovato ferito in un bosco nei pressi di un collegio per signorine diretto da Martha Farnsworth. L'uomo viene accolto con molta abnegazione e pietà, soccorso e medicato fino al suo recupero fisico. Il collegio è composto da 5 alunne e due istitutrici che all'arrivo dell'uomo vedono la loro vita scompigliata. Il bigottismo severo a cui si sono abituate viene stravolto da un personaggio maschile, dalle sue storie e dai suoi modi estremamente gentili e galanti. Il caporale sa come prendere bene le signore, come riempirle di complimenti e evidenziare di ognuna l'aspetto migliore. Persino dell'acida padrona e istitutrice riesce a cogliere il bello. La vita al collegio diventa così molto più leggera e anche il poco cibo razionato per la guerra, diventa più gustoso. Tutte ritrovano il sorriso e la voglia di agghindarsi e farsi belle.
Peccato che questo idillio comincia a vacillare quando il caporale si spinge un po' oltre e da uomo giovane e con tante signorine a disposizione, cominci a corteggiarle e ottenere piaceri.
Inoltre egli ha voluto dare un'immagine diversa di se' per conquistarle, padroneggiando Shakespeare, la musica e le arti e poi svelandosi un bluff.
La storia si complica fino a giungere ad un momento di non ritorno.



La critica
Non ho visto il film di Sofia Coppola ma ne ero incuriosita, lo vedrò appena verrà trasmesso in tv. Di certo mi auguro che sia più coinvolgente del libro. Il romanzo, seppure con una bella ambientazione e una bella storia, risulta lento e a tratti decisamente fermo. La storia viene narrata attraverso capitoli raccontati in prima persona da ciascuna delle donne presenti in collegio, fermandone lo scorrere della lettura e ritornando spesso sullo stesso argomento. Di certo il lettore ne trae una descrizione dettagliata deicomportamenti e degli aspetti fisici e caratteriali delle protagoniste però non approfondisce i richiami alloro passato, lasciando in sospeso molte notizie.

Ringrazio DeAPlanet per la copia omaggio e la fiducia DeAPlanet