lunedì 13 aprile 2020

Musica sull'abisso...il testo e le mie musiche

di Marilù Oliva, edizioni Harper collins Italia



Sono convinta che la scelta di un romanzo abbia tante variabili. Un tempo si aspettava di andare in libreria per girovagare tra gli scaffali, attendere le nuove uscite e sfogliare le riviste specializzate così da avere anticipazioni sulle pubblicazioni future. Alle volte nell'ultima di copertina veniva già preannunciato il titolo del romanzo successivo dello stesso autore così da suscitare l'attesa. Naturalmente ora le modalità sono cambiate, i veicoli di informazione sono i più disparati e le attese vengono spesso sollecitate già dagli stessi autori. Post sibillini sui social, dirette in streaming, partecipazioni a programmi online e tanto altro fa sì che già molto molto prima non solo si sappia dei romanzi ma anche delle vite degli autori i quali non vivono più in un olimpo irraggiungibile ma sono persone normalissime che scrivono rubando tempo alla loro vita barcamenandosi tra famiglia, lavoro, vita sociale, cucina, vacanza e tanto altro spesso postato senza problemi sui social. Serve per tenere vicini i lettori e farli affezionare. Da un lato non posso dare torto a questo nuovo sistema (ne sono catturata anche io) ma dall'altro, in fondo, se l'autore vale e ti convince non occorrono tanti spot per conquistarti.
E' quanto mi è successo con l'autrice Marilù Oliva della quale ho dapprima letto "L'Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre" e poi, catturata dal suo stile narrativo mi sono incuriosita ad altri romanzi.

La mia indole, passione e amore per la musica si è fatta subito conquistare da Musica sull'abisso. Il romanzo è un giallo, il secondo che vede protagonista l'ispettrice Micol Medici ed è ambientato a Bologna. Il mio obiettivo non è farne una recensione ma narrare delle musiche che a questo romanzo abbinerei.
Il romanzo narra di omicidi seriali commessi nei confronti di alcuni componenti di una intera classe del Liceo Classico più in vista della Bologna bene,cominciati già durante l'ultimo anno e poi ripresi a distanza di tempo.
L'abilità della ispettrice sta nell'evidenziare la serialità e poi ovviamente trovarne il colpevole.
La classe era tra le migliori mai avute negli anni dai docenti, alunni ambizioni, curiosi che maneggiavano il latino in modo superbo tanto da farne una seconda lingua, comporre canzoni e riprodurre stili di vita e tradizioni.
La lettura del romanzo è stata per me molto coinvolgente perchè al di là della vicenda, sapientemente narrata con la giusta dose di suspence, molto è stato dedicato alla ricerca e alla cura del dettaglio. La conoscenza dei classici, l'ambientazione geografica, l'approfondimento del territorio sono dettagli non trascurabili in un romanzo degno di nota, essi fanno si che la lettura sia completa e trasferisca al lettore quella conoscenza che cerca vuole ampliare. 
L'ispettrice di polizia ascolta molto la musica femminile, un'impronta netta dell'autrice in questo ambito, cantanti quali Soha, Iyeoka ed altre sono la colonna sonora della sua vita e dei suoi momenti di riflessione. 
Durante la lettura, in alcuni momenti del romanzo, per alcuni luoghi e personaggi, la mia mente musicale mi ha rimandato ad autori, ad opere liriche o a musicisti attuali che con le loro composizioni potevano suggellare situazioni e caratteristiche peculiari aggiungendo ciò che le parole poi si fermano dal raccontare.
Mi permetto questi collegamenti

Capitolo XXXVIII
" La catabasi è la classica di scesa agli inferi...Eracle,che scese nell'Ade durante la sua dodicesima fatica, e Orfeo,che era andato negli inferi per riprendersi la sposa Euridice..."
Naturalmente qui l'ideale per l'ascolto è

Sui Protagonisti
ADELAIDE: Faraualla: Domina, a colei che tesseva la trama ordita sui sentimenti adolescenziali, la dea del Fato
GWUENDALINA Faraualla,Sciatavinn, la corsa mattutina, l'adolescenza sofferta, il non sentirsi mai libera nel proprio corpo

I sogni di Micol...
Il sogno su Roven:

Il sogno su James:

Lorenzo...prima di morire...
"l'ultima cosa che percepii fu una goccia che cadeva sulla mia fronte: una sua lacrima..."

Buona lettura e buon ascolto
Chissà se un domani ne verrà fuori una serie tv e queste mie idee saranno spunto per gli sceneggiatori.

Annalisa

domenica 8 dicembre 2019

Come un delfino

di Gianluca Pirozzi, L'Erudita - Giulio Perrone editore



I delfini non giocano tra le onde
come la gente pensa.
I delfini si addormentano andando a fondo.
Cosa cercano? Non lo so.
Quando toccano il fondo
si svegliano all'improvviso
e risalgono perché il mare è molto profondo
e quando salgono cosa cercano? Non lo so.
E vedono il cielo e gli ritorna il sonno
e di nuovo scendono addormentati,
e ancora toccano il fondo del mare
e si svegliano e riprendono a salire.
Così sono i nostri sogni.    ( Silvina Ocampo)
La vita di Vanni è come quella dei delfini, cercare di risalire da un profondo senso di buio alla ricerca di qualcosa che non sa cosa possa essere e che forse lontanamente potrebbe essere felicità.

La trama
Vanni fugge dalle proprie origini, dalle complicate dinamiche familiari e dalle perdite strazianti che
segnano la propria infanzia nella Napoli degli anni Settanta. Una costante assenza di affetto da parte del padre, una pena continua nei confronti della madre sempre vittima del marito e dei suoi modi irascibili ne fanno un uomo sensibile, introverso e non abituato ai sentimenti. Un vuoto scuro e profondo lo segue ovunque.
Riesce così faticosamente a costruirsi una nuova dimensione esistenziale. A Roma, la ricerca della propria identità e dell’amore lo legano dapprima a due uomini restando profondamente deluso e ferito e poi a Tiago, col quale matura il sogno di costituire una famiglia. Col tempo questo desiderio prende
forma grazie all’amicizia con Amandine. Tuttavia, una nuova scossa minerà l’assetto della vita di
Vanni, mettendolo di fronte a terribili situazioni in cui aveva spesso immaginato di trovarsi nei suoi incubi peggiori.

La critica
Il romanzo Come un delfino è diviso in più parti narrative con situazioni temporali differenti.
Una prima parte affronta la vita di Vanni sin dall'infanzia fatta di grandi complicità con il fratello e e con la nonna e amore e sofferenza per la madre. Infatti Vanni è figlio di un celebre scultore, iroso, dominante e egocentrico tanto da umiliare fortemente la moglie e la suocera, da scattare per un nulla e da tenere così tutti quanti sul filo del rasoio poichè da momenti di serenità passa a follia pura e rabbia.
Nonostante ciò la madre continua ad essere una nota traduttrice di romanzi dal francese, Vanni e il fratello Maso sono seguiti con affetto e grande sentimento dalla nonna e la loro vita scorre rapida. L'improvvisa perdita della nonna e poi del fratello lo fanno piombare nel buio. Una tragedia familiare che avrebbe dovuto far unire la famiglia e cercare di superarla insieme invece la divide isolando ognuno nel proprio dolore.
La narrazione scorre densa e ricca di dettagli in ogni istante della vita di Vanni, lo vediamo a Napoli, a Roma nella sua quotidianità, attraverso le strade, le amicizie, i pensieri.
La ricerca del dettaglio, già incontrata nell'autore nel precedente romanzo (Nomi di donna, recensito nel 2016, nda) si acuisce in questa narrazione. Seguiamo Vanni ovunque,  e dopo tanto peregrinare lo vediamo finalmente sereno a Bruxelles,in cui con un cambio lavoro  si sente più appagato, con un compagno stabile e un'amica sincera.
La seconda parte è un diario in cui Vanni si apre, si racconta, fa uscire il suo buio e ne viene fuori lentamente.
L'incontro con Tiago è salvifico per Vanni perchè egli è la persona giusta per innescare fiducia, vedere il mondo in altra prospettiva, sperare sempre in un domani senza aspettarsi catastrofi.
L'intesa e la tenerezza del loro rapporto non viene fuori in maniera didascalica ma sentita e sincera, ci si affeziona alla coppia in modo graduale e tenero. I sentimenti sono veri, vissuti e naturali.
Poi passa del tempo e Vanni a distanza ritorna a scrivere, sereno, amato, proiettato verso il futuro con Tiago e la piccola Tea. L'equilibrio è ristabilito, ora è a galla più spesso e finalmente vive tutto con più serenità
 La felicità diviene così un traguardo, raggiungibile solo accettando il proprio dolore.
Ma la vita preserva sempre destini inattesi e Vanni si ritrova ancora a fronteggiare ciò che gli si para dinanzi. Nel romanzo sono affrontate senza retorica tematiche di attualità come le coppie arcobaleno, la omogenitorialità, la diffidenza sociale e l'amore che vince su tutto e ne dimostra la sua forza.

Gianluca Pirozzi, con uno stile incisivo, scandaglia nel profondo la vita intima di tutti i personaggi,
mostrando come anche le fragilità possano rivelarsi una risorsa.
Si tratta di una storia drammatica e intensa che scandaglia a fondo le vite intime di tutti i suoi personaggi e il lettore ne segue ogni passo. Non si termina pagina di diario senza restare in attesa della successiva perchè comunque in ogni riga vien fuori un presagio e l'attesa si svela nella quarta parte del romanzo. Come un delfino è lo specchio della vita:  vi è il dolore persistente da cui emerge l’infinita capacità di resistere e di amare.

Annalisa Andriani

domenica 25 novembre 2018

Amor di terra lontana

di Mariagraziella Belloli

Sogni di carta, Edizioni letterarie



Bitritto, un piccolo centro della provincia di Bari, sconosciuto ai più,  rinasce, prende vita e si impone all'attenzione dei lettori per una delicata quanto breve storia d'amore tra due giovani vissuti nel Cinquecento.
Caterina del Pozzo  è la sorella nubile del Arcivescovo Antonio del Pozzo, nominato dal Santo Padre nel 1562. Tutta la famiglia si trasferisce nella Terra di Bari e, nei mesi estivi  in particolare, nel Castello di Bitritto di cui il Vescovo è Barone. La fanciulla si innamora perdutamente dell'amico Giovanni Guidotti di Bologna e sorpassando le convenzioni decidono di sposarsi.
Non è soltanto la leggiadria della nobile fanciulla, nè la passione che li travolse ad attrarre il lettore ma la scoperta di un passato misconosciuto.
Dal libro, infatti, vien fuori una Bitritto rinascimentale, ricca di storia, grazie alla presenza di personaggi che hanno saputo valorizzare la bellezza paesaggistica. Non solo, eleggendola a residenza, essi hanno voluto arricchirla con la loro arte, quale il pittore Hovic, il madrigalista Stefano Felis, entrambi stimolati dal vescovo umanista Antonio del Pozzo.

Gli stessi giovani sposi vollero arricchirne il patrimonio costruendovi la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.

Un racconto che sembra uscito da un diario dell'epoca, che ne riprende lo stile ed il linguaggio per la pudicizia delle parole d'amore, per le metafore adottate a riprova di un sentimento totalizzante.
E' "l'amor cortese" di letteraria memoria, espresso con i versi dei trovatori, fuori dal nostro tempo ma che conserva tutto il suo fascino e cattura l'attenzione!

mercoledì 13 giugno 2018

Sice. Le bambole non hanno diritti



Di Fernando Santini, ed. Dark Zone



In una estate rovente vengono commessi degli omicidi tra loro apparentemente distanti e provenienti da ambienti totalmente differenti. Un regista minore viene trovato morto a casa sua e un adolescente extracomunitario viene recuperato dalla foce del Tevere. Mentre il primo sembra riguardare ambienti omosessuali e poco limpidi, il secondo apre una voragine su una indagine ampia e lontana da Roma.
Ad indagare su questi omicidi viene chiamato il Vice Questore Marco Gottardi, romano, a cui viene affiancata una squadra eterogenea, composta dai migliori investigatori sulla scena: SICE, Squadra Investigativa Crimini Efferati.
Nell'arco di poche settimane, le indagini si fanno serrate e si aprono scenari impensabili in cui sono coinvolti i Centri d'accoglienza per migranti, alta politica, imprenditori noti per la ricca vita mondana e ambienti apparentemente irreprensibili intrecciati a famiglie mafiose.
L'azione investigativa del SICE viene coadiuvata da un'organizzazione segreta che compie indagini parallele, arriva prima a fonti ignote e completa con azioni, non sempre limpide e legali, il lavoro della giustizia. ARCO è composta da membri intoccabili e spinti da motivazioni alte ma con capacità che vanno al di sopra della giustizia civile...forse perchè la amministrano?
Il romanzo è quindi un giallo-poliziesco vecchia maniera ma con elementi nuovi ed una scrittura moderna.
Pienamente inserito nel nostro tempo, il romanzo ha una trama ben costruita sull'attualità e sugli eventi di cui alle volte leggiamo nella cronaca. L'autore ha saputo raccontare in forma romanzata quanto avviene in alcuni Centri d'accoglienza, le maglie larghe dei mancati controlli, l'assenza di sicurezza e la capacità della criminalità organizzata di intrufolarsi in questi spazi di nessuno e farne il proprio territorio.  Ciò che talvolta viene raccontato su traffici di esseri umani, prostituzione, commistioni tra politica e mafia, su infiltrazioni della criminalità in spazi prima sconosciuti, trova approfondimento in questo romanzo.

La critica
Senza spoilerare troppo perchè il romanzo va letto bene e non raccontato, vi esorto a intraprendere questa lettura avvincente e completa.
Il romanzo è davvero ben scritto, la nettezza del linguaggio giova alla trama che scorre fluida e rapida. La scrittura è al tempo stesso articolata e varia.Si legge velocemente proprio perchè l'autore non indugia in descrizioni inutili e vuote. I fatti sono essenziali e ben scanditi. Ciò non toglie nulla ai personaggi che tra principali e secondari risultano ben delineati. Di ognuno si viene a sapere la sua vita attuale e il passato che spiega le azioni e i comportamenti del presente.
L'organizzazione segreta ARCO mi ha fatto ricordare i romanzi di Robert Ludlum e il suo circolo Matarese che reggeva le sorti di Paesi interi ed economie, grandi menti dalle vite irreprensibili che riescono a tessere le trame del potere anche con mezzi non sempre accettabili.
Ho trovato il romanzo davvero completo, intrigante e travolgente. La trama è perfettamente articolata ed al passo con i tempi. Non posso che augurare all'autore, Fernando Santini, una fulgida carriera e tanti altri romanzi a seguire.

La biografia dell'autore dalla sua voce...
Mi chiamo Fernando Santini, ho 53 anni e sono romano. Lavoro per un grande gruppo bancario italiano, curando i rapporti con alcuni grandi gruppi industriali. Ho iniziato a leggere da quando avevo dieci anni e ho potuto apprezzare centinaia di storie di alcune decine di autori, spaziando dalla narrativa alla fantascienza, dal giallo al thriller, dai classici agli autori moderni. Tre anni fa ho sentito la necessità di scrivere per dare sfogo alle tensioni della mia anima. Nacque così il mio primo romanzo Tutta colpa delle favole che pubblicai in selfpublishing e di cui stampai un centinaio di copie in autonomia per farlo leggere ad amici e parenti. La loro reazione fu entusiastica e mi spinse a scrivere altri tre romanzi che però, come per il primo, non ritenevo pronti per essere proposti ad una casa editrice. All’inizio del 2016 mi sentii pronto per mettere mano alla serie SICE su cui avevo iniziato a riflettere da qualche mese. Scrissi quindi SICE Le bambole non hanno diritti e la valutazione dei miei beta reader fu estremamente positiva. La struttura stilistica mi sembrava finalmente adatta per poter essere proposta ad una casa editrice, ma volevo essere sicuro della mia possibilità di scrivere gli altri capitoli della serie. Scrissi, quindi, anche il secondo romanzo e definii lo story board del terzo prima di decidere di cercare una casa editrice con cui collaborare. Nel febbraio 2017 firmai il contratto con la Dark Zone edizioni per i 6 romanzi della serie e, a novembre 2017, in occasione di più libri più liberi, il romanzo ha visto la luce.

Annalisa Andriani



domenica 6 maggio 2018

Il peso delle parole

di Olimpia Petruzzella
edizioni Dark Zone


Uscirà il prossimo 10 maggio il romanzo d'esordio della giovane Olimpia Petruzzella.

"Il peso delle parole" è un romanzo fresco che ho avuto il piacere di leggere in anteprima visto il legame di una vita con Olimpia. Tra le mie prime allieve di violino, sin dall'età di 3 anni si è avvicinata alla musica attraverso il Metodo Suzuki insegnato da me a Molfetta. Con l'ausilio di genitori attenti e fedeli, Olimpia, bambina talentuosa e metodica, ha vinto diversi concorsi in un periodo storico in cui la musica era già per i grandi, stupendo insegnanti e musicisti. Il suo percorso musicale si è poi concluso in Conservatorio, diplomandosi in violino ma appassionandosi sempre più alla letteratura e alla formazione classica tanto da indirizzare poi le sue scelte successive in questa direzione.


La trama

Vanessa, Sean (Roy), Logan, Mark, Michel sono i protagonisti, tra loro lontani, del romanzo cui fa da collante e calamita Diana. L'amicizia tra Diana e Vanessa è storica e profonda, risale ai tempi del liceo frequentato a Molfetta (città dell'autrice) e si evolve a Roma dove ora entrambe risiedono. Tra loro si interpone Sean dal passato burrascoso e inquieto con il quale Vanessa decide di dividere un appartamento dopo il suo divorzio. La convivenza è difficile agli inizi ma poi si alleggerisce e diventa più confidenziale senza però che Sean riveli nulla del suo passato e ponendo rigide regole sull'utilizzo degli ambienti dell'appartamento. 
Il merito del cambiamento di Sean è dovuto a Diana che entra in scena dirompente e sicura di se' tanto da far perdere la testa all'inglese, che poi si svela essere stato un violinista che all'apice della sua carriera ha abbandonato le scene e lo strumento per sempre.
Le vicende di Vanessa e Diana si alternano sia nel presente che su piani temporali diversi in cui ci sono rimandi al loro passato, all'adolescenza a Molfetta, agli amici/nemici che hanno influenzato molto il loro carattere e le scelte di vita.
L'amicizia tra le donne è sincera ma altrettanto burrascosa tanto da allontanarsi per qualche periodo in virtù dei loro caratteri così forti e dominanti.
Attorno a Diana gravitano anche personaggi come Logan, Mark e Michel e altri minori che fanno parte del mondo teatrale e televisivo. Infatti lei è una sceneggiatrice di serie tv che dopo lavori minori finalmente approda in una serie inglese di alto livello con sceneggiatori importanti.
Amicizia, amori, nostalgia e grandi sentimenti sono il trait d'union del romanzo e dei suoi personaggi.

La critica

Nel romanzo c'è molto dell'autrice Olimpia Petruzzella. La sua vita è riflessa in entrambi i personaggi femminili riportando esperienze e vissuti che vanno dall'adolescenza al periodo attuale. Leggere di  Diana, della sofferenza attraversata a scuola per opera di compagni bulli e vergognosamente vandali, fa pensare a quanto l'autrice abbia subito in un periodo già difficile per ogni ragazza. Le scelte di trasferirsi a Roma di Vanessa, il quartiere, i primi lavori da editor, la passione per le serie tv ( di Sherlock in particolare) rispecchiano le passioni di Olimpia e la sua vita. Nel passato di Diana c'è stato lo studio del pianoforte, in quello di Olimpia il violino e le conseguenti decisioni dell'abbandono musicale.
E' bello ritrovare alcune citazioni musicali degli studi o canzoni del Metodo Suzuki, ma è ancora più bello ritrovare la propria Molfetta tra le righe del libro.
A Molfetta Vanessa si rifugia nel suo peggior momento; dai suoi genitori e soprattutto da sua nonna ritrova quei ricordi, habitat e tradizioni che seppur in subbuglio riescono a farla riprendere. I profumi del Sud sono un richiamo. La cucina, la frittura, la lunga preparazione e l'ansia di offrire alla figlia e alla nipote i suoi piatti preferiti danno a Vanessa qual calore di famiglia che a Roma le manca. 

La scrittura del romanzo è molto dettagliata in ogni punto, nessun particolare è lasciato al caso, anche se alcune volte potrebbe essere sorvolato per non appesantire la lettura.
Nel leggere "Il peso delle parole" si percorrono le vie di Roma insieme alle protagoniste, si vive la Molfetta degli adolescenti e quella attuale (non molto cambiata in realtà...), la Londra caotica e ricca di locali e vita sballata ma altrettanta attenzione è dedicata ai sentimenti dei personaggi.
Ognuno di loro ha il suo posto nella storia, la sua identità netta e definita che come una tessera va a completare il puzzle.

Originale per la presentazione del romanzo è stata l'uscita di racconti su Wattpad. Wattpad è una piattaforma online che unisce una comunità multilingua di scrittori e lettori tramite sito web o app da scaricare su telefonini o tablet. E' molto utilizzata da ragazzi e amanti della lettura veloce, riesce a mettere in contatto autori e lettori in modo sincretico e universale.


Olimpia Petruzzella ha utilizzato la piattaforma creando racconti ad hoc per ciascuno dei suoi personaggi così da suscitare curiosità e presentarli al tempo stesso. L'esperimento è andato ben oltre le previsioni ottenendo più di 2000 visualizzazioni. 

Non resta che augurare all'autrice Olimpia Petruzzella di percorrere a testa alta questa strada ambiziosa e non semplice, progettando forme di scrittura originali e diverse come l'evoluzione letteraria chiede al giorno d'oggi. Appuntamento in libreria il 10 maggio in coincidenza con il  Salone del Libro di Torino. Firmacopie allo stand della casa editrice DARKZONE 11-12 maggio
Acquisti, prenotazioni e prevendite su tutti i siti di acquisti online e 
http://www.dark-zone.it/



lunedì 16 aprile 2018

Nient'altro al mondo


 di Laura Martinetti e Manuela Perugini


Ed. Garzanti


Un romanzo molto denso è il libro di Martinetti e Perugini, amiche sin dai banchi di liceo e ora insieme scrittrici.Il romanzo narra la storia di un'amicizia che dura, come per le autrici, dai tempi della scuola. Le protagoniste, Maria e Alma sono due donne che si ritrovano a vivere la vita ricca di gioie ma anche di profondi dolori.Le loro vite si sono intrecciate ma anche allontanate per lunghi periodi, altalenando momenti intensi a distacchi duraturi. Ognuna ha il suo carattere ben definito e forte ma ammira dell'altra quegli aspetti che non riesce ad avere, a cogliere, a vivere.


La trama

Incontriamo Alma e Maria in un periodo maturo ma molto difficile della loro vita. Dopo essersi realizzate nel lavoro e anche negli affetti, entrambe si ritrovano ad affrontare un momento duro e angosciante. Maria deve rinunciare alla propria gravidanza perché extrauterina. La protagonista passa così dal turbinio dell'eccitazione per la splendida gravidanza al baratro più profondo. Sono mesi insopportabili in cui si ritrova sola e incurante del mondo esterno. Persino l'aiuto dell'amica non le è utile, anzi la rifiuta e si isola. Il dolore la scava, ogni sguardo le parla di pietà e ne soffre immensamente. L'isolamento le permette di non osservare le amiche felici, le feste di compleanno dei figli delle sue coetanee, i negozi che brulicano di mamme indaffarate. La bolla nella quale entra soffrendo la preserva dal dolore. O almeno e ciò che lei crede...
Poco dopo invece, Alma resta incinta ed è felicissima ma per non urtare la sensibilità dell'amica non le svela la notizia e aspetta diversi mesi. Il suo essere  felice traspare dal romanzo, ogni riga è intrisa d'amore e di aspettativa. Lo scoglio più grande però per Alma è il rapportarsi con Maria. 
Accade che per non far soffrire ci si allontani, non si ha la ricetta del buon comportamento in questi casi, ci si sente come elefanti in una cristalliera. Il loro rapporto subisce una battuta d'arresto per le emozioni inespresse e il blocco emotivo.Tutto si infrange con la nascita del piccolo Lorenzo e con inattesi problemi neonatali. Alma piomba nel baratro e accanto lei, nell'immediato, torna Maria non per parlarle della sua esperienza ma per farla  vivere, per riportarla alla sua natura, al suo ottimismo e alla forza necessaria.
"Il dolore è una caduta libera. Quando pensi che sia arrivato all'apice, continua a trascinarti oltre. L'essere  umano può sopportare troppo"
Alma vive un lungo periodo di non-vita in cui tutte le decisioni sono per Lorenzo, ogni suo attimo è per lui, ogni pensiero e ogni sospiro,  il respiro è bloccato e sospeso. Il supporto dell'amica è fondamentale, più di quello del marito o dei suoi genitori.
"Non è necessario essere forti per superare certe avversità. Il tempo non si ferma, prosegue. La vita continua a scorrere e ci trascina con se' come la corrente di un fiume.....Se oggi ti manca la forza, fatti portare da quella corrente. Lascia solo che il giorno trascorra. Quando domani ti volterai indietro, vedrai il dolore alle tue spalle e ti chiederai come hai fatto a superarlo".
La critica

Il romanzo si dipana in modo così semplice e naturale da ritrovarsi improvvisamente a fine libro. La curiosità di sapere la vita di Alma e Maria come prosegue, porta  a leggere avidamente le pagine che però si fanno amare e al contempo ricche. La storia base scorre con piacevolezza perché la curiosità delle vicenda spinge ad andare molto avanti. Ma è l'amore il vero protagonista. L'amore folle per il figlio appena nato, l'amore per il coniuge che improvvisamente invecchia di anni a causa delle preoccupazioni, e l'amore per l'amica inteso davvero come sentimento puro di amicizia e legame indissolubile. 
E' bello leggere da dove nasce e come si dipana la loro intesa: l' adolescenza spensierata, quell'attendersi a fine estate per riprendere le frequentazioni, i racconti sui loro amori e compagni, i dolori per la perdita dei genitori, la distanza e il ritorno a loro due. Non esiste un unico segreto per quanto riguarda l'amicizia al femminile perché ogni rapporto tra le persone racchiude i propri trucchi magici. nella vita possiamo incrociare il cammino con tante persone ma solo alcune di queste entreranno davvero in contatto con il nostro essere più profondo. (cit.A.M.Sepe)

Dal punto di vista letterario per me è stata una vera scoperta leggere le due autrici, davvero ricche e speciali. Tanti sono gli spunti di riflessione sulla vita, sul destino, come procedere indenni, superare andando oltre. Ho apprezzato molto l'alternanza dei soggetti nei capitoli, perché scritti in prima persona; ci riflettono i pensieri di entrambe le donne dai loro punti di vista, la sincerità e anche le menzogne obbligatorie per mantenere il rapporto. Molto profondi sono i pensieri di entrambe, che partendo dalle sventure sulla maternità e sugli imprevisti, ci conducono nelle pieghe più profonde dell'animo, nelle riflessioni che mai nessuno rivela a voce alta ad altri ma che conserva in se'. 
"Anche le ferite all'anima sono dolori fisici così potenti da lasciare stordito chi le subisce. Corrono da dentro. Divorano senza pietà. Sono più subdole perché invisibili all'esterno. Prendono lo stomaco,bloccano il diaframma. Eppure, modificano per sempre".
Ringrazio le edizioni Garzanti per la copia e fiducia
Annalisa

martedì 27 marzo 2018

La libreria dove tutto è possibile


di Stephanie Butland
 Ed. Garzanti



Loveday è una giovane donna dal nome speciale, lei, "giorno d'amore",  per i suoi genitori è il fulcro della loro vita, la bambina che tutti vorrebbero e l'armonia familiare per antonomasia.
Incontriamo Loveday a York, in una bella e polverosa libreria, specializzata in libri antichi ed usati, edizioni rare e ricerche specialistiche.In questo luogo magico, il sogno per ogni amante di libri, Loveday, giovane donna, vive la sua vita alquanto solitaria. Spesso scontrosa e eccessivamente timida, Loveday si trova a proprio agio solo tra i suoi volumi particolari, organizzando e riordinando il suo lavoro, reperendo alacremente testi introvabili, accontentando tutti i clienti con solerzia. Insomma la migliore impiegata che un titolare vorrebbe. Ed infatti il caro proprietario Archie non esita un attimo ad assumere Loveday quando scopre in lei non il desiderio di un lavoro ma la passione che la spinge verso la lettura e la ricerca.
Loveday spesso si scherma nella sua ritrosia ma al tempo stesso ne soffre "se fai di tutto per renderti invisibile,non puoi lamentarti che la gente non si accorga della tua esistenza". Il suo nascondersi ed essere riluttante verso chiunque è una reazione profonda ad un passato che lentamente affiora, nonostante Loveday abbia sempre fatto di tutto per affossarlo. 
"Archie sostiene che tengo ben nascoste le mie parti interessanti e che arrivare a conoscermi è un atto di fede premiato da una ricompensa. Immagino voglia essere gentile"
Lei è convinta di poter vivere in questo modo ma a tratti si sente imprigionata in se stessa, vorrebbe essere diversa ma non riesce. Per questa trasformazione...occorre l'amore...ed arriva con Nathan. Il giovane gentile ed educato è un mago di professione e poeta per passione, lentamente senza imporre nulla riesce a far uscire Loveday dal guscio, le lascia i suoi tempi e pur intuendo segreti insidiosi non insiste mai e la porta ad esibirsi in pubblico recitando poesie. L'ambiente è culturalmente vivace e le descrizioni lo fanno apprezzare molto. Sono tanti i momenti in cui ci si ritrova esattamente nel luogo descritto.  Si riesce ad immaginare questa libreria dinanzi agli occhi, la sede degli incontri di poesia è ben delineata come anche tutti gli altri luoghi.
Grazie all'influenza di Nathan e alla grande bontà, affetto e simpatia del titolare Archie, che in fondo l'ha praticamente adottata, Loveday decide di affrontare il suo passato, di cercare di conoscere meglio lo stato dei fatti e offrire altre possibilità a chi le ha voluto bene e a se stessa.
Il percorso non sarà breve ma ora Loveday ha tanti buoni motivi per intraprendere la strada. Ora non sono più solo i libri il motivo della sua esistenza ma anche le persone. La crisalide può trasformarsi in farfalla!

La critica
Il romanzo è una bella lettura piacevole e rilassante. E' ben scritto e dal taglio ironico. Loveday parla in prima persona e questa è una formula vincente per far apprezzare il personaggio. Conoscere i suoi pensieri e sentimenti dalla sua viva voce, li rende più autentici. Il libro è un omaggio a chi ama i libri, le librerie polverose che respirano di antico, la ricerca della rarità, insomma....un libro per me! E per tanti amanti della lettura come me....
"Chiunque abbia lavorato in una libreria per più di un pomeriggio vi dirà che la gente compra libri per i motivi più disparati. C'è il puro e semplice amore per i libri, la consapevolezza che lì dentro c'è una via di fuga, un'occasione per imparare, un posto per scatenare e far giocare la mente e il cuore...tutti motivi validi, nessuno dei quali però garantisce che il libro verrà aperto".
Ringrazio le edizioni Garzanti per la copia e la fiducia.
Annalisa



domenica 25 febbraio 2018

Fiori sopra l'inferno


Di Ilaria Tuti 

edizioni Longanesi


Esordio di successo per la giovane Ilaria Tuti, friulana che per Longanesi  è svettata nelle classifiche con "Fiori sopra l'inferno" pubblicato a gennaio 2018. Già conteso da diverse case editrici straniere, il romanzo è un thriller ambientato in un paesino del Friuli, tra le Alpi svettanti al confine con l'Austria.

"Ecco il suo fiore, il più bello tra quelli che gli impedivano di vedere l'inferno"

Un giorno viene ritrovato nei boschi il cadavere di un uomo, denudato e con strani segni sul corpo che lasciano immaginare  una forma di tortura dal significato simbolico.
Naturalmente il paese è abitato da poche anime che aumentano nel periodo turistico e che si conoscono tutte tra loro. La polizia locale non riesce a pensare che sia stato qualcuno del paese con intenti vendicativi o spinto da motivi personali di acredine.
Viene chiamata una squadra investigativa da fuori,  capitanata dal commissario Teresa Battaglia, una donna un po' avanti negli anni, con un diabete incipiente e prime forme di Alzheimer. La donna comincia a mettere in pratica le indagini secondo lo schema di ricerca di serial killer. Osteggiata dal capo della polizia locale Knauss, Teresa Battaglia, di nome e di fatto, comincia ad imporsi su tutta la squadra e a convincerla della pericolosità della situazione, soprattutto della probabilità di nuovi delitti. Infatti di lì a poco nuove efferate mutilazioni si verificano in paese. La situazione sta prendendo una brutta piega e l'ostilità del clima ne accentua la gravità.
Accanto a Teresa Battaglia troviamol'ispettore Marini, un giovane poliziotto che con abbigliamento elegante e da città sembra fuori luogo rispetto all'ambiente. La cinicità della Battaglia che lo identifica come un viveur inseperto e incapace, lo mette a dura prova. Ma la vicenda intricata è da stimolo all'ispettore a dimostrare il contrario.
Ogni paese nasconde segreti, anche remoti, che però qualcuno ricorda ancora. Gli ispettori e la carica tenace di Teresa Battaglia riusciranno a scandagliare questo passato non troppo remoto sino a far combaciare le tessere del puzzle.
A latere di questa storia, scorre una narrazione del periodo nazista in cui in una Scuola speciale venivano cresciuti dei bambini in maniera fredda e impersonale, a cui non veniva dato neppure il nome di battesimo. Questi esperimenti sull'anaffetività venivano condotti da un medico nazista finchè una dipendente non denuncia. Posso esserci  legami con questi i delitti e le violenze che si svolgono al presente?

"Erano fiori che cercavano la luce e finalmente l'avevano trovata"

Sta alla bravura degli investigatori far emergere la verità e riportare la tranquillità montana!

La critica
Di certo è un romanzo ben scritto questo di Ilaria Tuti. La casa editrice Longanesi ha fatto centro investendo su questa giovane scrittrice. Lo stile è sapiente e netto, senza arricchimenti inutili, come un thriller richiede. Alle spalle si intuisce che c'è ricerca e gavetta. Il taglio dei personaggi è realistico, tanto da immaginarseli visivamente in azione. Il commissario Battaglia che fatica scendere i dirupi con il suo fisico sformato e malconcio, che comincia a riscontrare i segni della malattia e non se ne fa ragione, suggellano l'umanità e veridicità del personaggio. Anche gli altri protagonisti sono delineati in modo preeciso e puntuale.
Principale attore del thriller è, per me, il paesaggio. Nel romanzo diviene un co-protagonista importante perchè non è solo lo scenario in cui il paesino è incastonato, ma se ne sentono i suoni, si immaginano i sentieri, i rivoli e le cascate. La neve che improvvisamente cade sulla fronte del commissario esausta suggella il momento di candore e libertà, il legame dei bambini del villaggio con la natura ne fanno un richiamo al buon selvaggio di Rousseauniana memoria. Traspare la piena conoscenza dell'ambientazione ma soprattutto la grande capacità di raccontarla e farla vivere al lettore.

Ci aspettiamo  i prossimi romanzi per inserire a pieno Ilaria Tuti tra i nuovi scrittori da seguire in futuro!
 Ringrazio la casa editrice Longanesi per la copia e la fiducia
Annalisa


domenica 11 febbraio 2018

L'uomo del labirinto


 di Donato Carrisi, Edizioni Longanesi


Un luogo indefinito, un tempo indefinito,una stagione estiva talmente torrida da sconvolgere i bioritmi umani.
In una zona non precisata del globo,una sorta di Gotham City, a causa di immaginabili cambiamenti climatici, la popolazione è costretta  a cambiare il proprio ritmo di vita lavorando di notte e richiudendosi in casa di giorno. Le temperature impediscono una vita regolare. Tutto è alterato e stravolto, rapporti umani, vivibilità, psiche e comportamenti.

Una notte viene ritrovata una giovane donna in stato confusionale, completamente nuda al limitare di una palude. Ha delle ferite ed una frattura, non sa il suo nome nè cosa ci faccia li. Poco dopo si scopre essere Samantha Andretti, una ragazzina che all'epoca della scomparsa, avvenuta 15 anni prima, aveva 13 anni. In una mattina di febbraio, la ragazzina eccitata e agghindata per andare incontro al suo ragazzino preferito, si specchia nei vetri di un'auto e viene attratta da ciò che intravede all'interno.  Da quell'istante scompare e di lei non si sa più nulla. All'epoca, brancolando nel buio la polizia, viene incaricato dell'indagine un investigatore privato, Bruno Genko, il quale non giunge ad alcuna conclusione e porta dentro di se' negli anni un senso di sconforto e inadempienza. Con la liberazione della ragazza, tutto cambia e Genko, seppure terminale, si dà come ultimo compito la ricerca della verità. In un primo momento vuole scoprire chi ha rapito la ragazza e dove l'ha tenuta prigioniera, ma ciò che poi comincia ad attanagliare Genko è cosa abbia scatenato il comportamento del rapitore e la sua serialità.

"Quand'è che si comincia a morire? Quando si contrae la malattia letale o quando la si scopre?"
"Finché c'è aria nei polmoni, non è finita"

E così Genko si lancia alla ricerca spasmodica del rapitore, scandaglia nei meandri dei ricordi, intesse una tela attorno a lui che tenderà piano piano a farlo uscire allo scoperto.

"Puoi abbandonare il luogo in cui sei nato, ma il luogo in cui sei nato non ti abbandona mai"

Una periferia abbandonata ha visto crescere ragazzi lasciati a loro stessi, figli di una miseria sociale tale da ritenere inutili le loro vite, ignorati da una omertà tale da non capire cosa succedeva  ad alcuni di loro, dove finivano e da dove ritornavano dopo aver incontrato il Buio. Questi ragazzi Invisibili, non degni di nota nè di attenzione da parte di nessuno, riescono ad essere interessanti per altri, importanti per qualcuno che approfitta della loro ingenuità e curiosità.
Sono marchiati per sempre e non potranno far altro che seguire i loro istinti.
"Loro non sanno di essere mostri, pensano di essere persone normali. Se cerca un mostro, non lo troverà mai. Se invece pensa a lui come a un uomo comune,come me o come lei, allora ha qualche speranza".

A latere dell'indagine di Genko si svolge quella del dott.Green, il profiler che dal primo momento indaga con Samantha sul suo recente passato trascorso in prigionia. Il profiler riesce ad attirare la sua attenzione, a cercare la sua fiducia dopo anni di maltrattamenti e delusioni, dopo tristezze e abbandoni, dopo l'infinito gioco a cui lui la sottoponeva. Un gioco al massacro, allo sfinimento ma che per attaccamento alla vita,Samantha riusciva a reggere. Un lavoro non semplice quello del dott.Green che con pazienza riesce a far recuperare i ricordi a Samantha, le sensazioni e le emozioni respinte e dimenticate nel "non-luogo" del Labirinto in cui tutto è grigio e anonimo.


La critica
Sono una lettrice appassionata di thriller e gialli. Ho cominciato da ragazzina e mantengo sempre questo vivido interesse al genere. Ho scoperto Donato Carrisi sin dal primo romanzo "Il Suggeritore" e ho continuato a seguirlo ad ogni uscita. Lo stile si è man mano affinato,migliorato e diventato più esperto nel tessere trame sempre più articolate e variopinte.
In questo romanzo si torna sempre alla dicotomia tra bene e male, nel profondo del buio in cui vengono inghiottiti tutti i deboli e i cattivi. Come detto in una intervista rilasciata a me nel 2014, Carrisi ribadisce la costante lotta tra Bene e Male, la prevalenza dell'uno su l'altra in fasi storiche alternate.
Anche in questo romanzo la protagonista femminile è molto preponderante, perché la vittima, con il suo gioco e analisi è co-protagonista del romanzo. Geniale è l'intuizione di Donato Carrisi che inserisce nel romanzo elementi di richiamo ad altri suoi romanzi precedenti di successo, Simon Berish e Mila Vasquez de Il Suggeritore, il rapimento di Avechot de "La ragazza nella nebbia". Remind che fanno riconoscere il filo rosso al lettore appassionato e fedele ma che non inficiano i new entry. Come sempre...Finale a sorpresa e spiazzante!!

Ringrazio la casa editrice Longanesi per la copia e la fiducia.

venerdì 15 dicembre 2017

Le vite parallele



Il Commissario Casabona ritorna in libreria con un nuovo caso sapientemente raccontato da Antonio Fusco.
Al suo quarto romanzo per Giunti Editore, Antonio Fusco continua a raccontare le vicende investigative e personali del commissario Tommaso Casabona che indaga sempre nella sua cittadina Valdenza,in Toscana.
Il romanzo si apre con una scena più familiare, infatti il Commissario passa fugacemente dall'ufficio prima  di raggiungere la moglie in ospedale. La signora Francesca deve affrontare un intervento per tumore e la sua situazione psicologica è molto angosciante. Così Tommaso, preso da sensi di colpa per le sue assenze e con somma responsabilità, decide di presentare domanda di trasferimento in ufficio e non seguire più la Squadra Mobile. Ovviamente i suoi colleghi ci credono poco tanto da infilargli sotto il naso un nuovo caso alquanto intricato.
Dopo tentennamenti il commissario è di nuovo in pista. Il caso è delicato: si tratta della sparizione di una bambina di tre anni, bellissima e appartenente ad una famiglia in vista della cittadina.
Martina vive in una frazione di Valdenza con i genitori, lui dermatologo affermato, lei donna colta che ha lasciato l'impegno lavorativo per dedicarsi alla figlia.Una famiglia felice, bella casa, bei viaggi e bel tenore di vita.
Contemporaneamente un cocainomane scompare da Valdenza e fugge in Francia dove viene anche trovato morto. Molte tracce conducono ad un forte legame tra l'uomo e la signora Elena, mamma di Martina. Una relazione clandestina, forse anche spaccio di droga  e altri indizi fanno si che i due nomi si leghino al caso.
La pressione mediatica è sempre alta ed estenuante per cui il commissario si ritrova a prendere delle decisioni  in breve tempo. Certo la sua lucidità è messa anche a dura prova dalla situazione di salute della moglie e dalle difficoltà sentimentali per cui, poco dopo deve ritornare sui suoi passi. Le vite apparenti ne hanno altre parallele...

La critica
Per me Antonio Fusco si conferma un ottimo romanziere e narratore. La sua scrittura è netta e tagliente, sempre agile e rapida dove occorre. La storia scorre rapidamente così da leggere il noir in brevissimo tempo (solo due serate per me!). L'esperienza professionale del  dott.Fusco, Funzionario della Polizia di Stato, vien fuori ad ogni riga, i rapporti tra la Mobile e la Questura, tra la Scientifica e la sede regionale ecc sono raccontati da chi li vive dall'interno. Anche le modalità di ricerca e approfondimento sono tipiche di chi le affronta per mestiere ed esperienza. In ogni caso la narrazione è vincente perchè oltre la bella trama vi è sempre un finale a sorpresa degno di un bravo scrittore noir!
Attendiamo ancora un volte le prossime indagini.
Per chi volesse conoscere i romanzi precedenti già da me recensiti, può seguire i link indicati qui sotto


Ringrazio Giunti per la copia e la fiducia


domenica 10 dicembre 2017

L'inganno

di Thomas Cullinan


pubblicato per  DeA Planet nel settembre scorso, il romanzo deve il suo successo soprattutto al film che Sofia Coppola ne ha tratto dalla versione in lingua. L'autore,Thomas Cullinan, americano dell'Ohio, ambienta il romanzo in Virginia durante la guerra di secessione. Un soldato nordista il caporale John McBurney, di origini irlandesi, viene trovato ferito in un bosco nei pressi di un collegio per signorine diretto da Martha Farnsworth. L'uomo viene accolto con molta abnegazione e pietà, soccorso e medicato fino al suo recupero fisico. Il collegio è composto da 5 alunne e due istitutrici che all'arrivo dell'uomo vedono la loro vita scompigliata. Il bigottismo severo a cui si sono abituate viene stravolto da un personaggio maschile, dalle sue storie e dai suoi modi estremamente gentili e galanti. Il caporale sa come prendere bene le signore, come riempirle di complimenti e evidenziare di ognuna l'aspetto migliore. Persino dell'acida padrona e istitutrice riesce a cogliere il bello. La vita al collegio diventa così molto più leggera e anche il poco cibo razionato per la guerra, diventa più gustoso. Tutte ritrovano il sorriso e la voglia di agghindarsi e farsi belle.
Peccato che questo idillio comincia a vacillare quando il caporale si spinge un po' oltre e da uomo giovane e con tante signorine a disposizione, cominci a corteggiarle e ottenere piaceri.
Inoltre egli ha voluto dare un'immagine diversa di se' per conquistarle, padroneggiando Shakespeare, la musica e le arti e poi svelandosi un bluff.
La storia si complica fino a giungere ad un momento di non ritorno.



La critica
Non ho visto il film di Sofia Coppola ma ne ero incuriosita, lo vedrò appena verrà trasmesso in tv. Di certo mi auguro che sia più coinvolgente del libro. Il romanzo, seppure con una bella ambientazione e una bella storia, risulta lento e a tratti decisamente fermo. La storia viene narrata attraverso capitoli raccontati in prima persona da ciascuna delle donne presenti in collegio, fermandone lo scorrere della lettura e ritornando spesso sullo stesso argomento. Di certo il lettore ne trae una descrizione dettagliata deicomportamenti e degli aspetti fisici e caratteriali delle protagoniste però non approfondisce i richiami alloro passato, lasciando in sospeso molte notizie.

Ringrazio DeAPlanet per la copia omaggio e la fiducia DeAPlanet

giovedì 9 novembre 2017

Mirror Mirror

di Cara Delevigne




Comincia così il romanzo, ricalcando la celebre frase di Biancaneve "Specchio specchio  delle mie brame!...."Scritto dalla modella-attrice Cara Delevigne, questo è il primo romanzo, a quattro mani  insieme all’autrice bestseller Rowan Coleman, pubblicato per  DeAgostini.
L'ambientazione del romanzo è in un contesto adolescenziale. Quattro ragazzi londinesi vivono i problemi tipici dell'adolescenza attuale amplificati fortemente dai contesti social e moderni. Ognuno ha una storia familiare complicata e si ritrovano insieme quasi per caso a costituire una band musicale scolastica.La musica e l'unione delle loro anime è la fonte di recupero per questi ragazzi. In altri contesti sarebbero andati fuori di testa o avrebbero compiuto azioni indicibili.Leo ha il fratello delinquente e carcerato, vive in un sobborgo di estrema miseria morale ed è pronto ad entrare nella gang del fratello perdendosi per sempre.Red ha la madre alcolizzata, il padre assente per varie avventure sentimentali e si occupa persino della sorella piccolaRose è la più abbiente dei quattro ma con genitori separati, vive col padre danaroso e con la compagna "bella statuina". Ha un atteggiamento sicuramente prevenuto nei confronti della coppia e si pone sempre in ostilità.Naomi pur avendo una situazione familiare tranquilla ha una rabbia dentro che riesce a contenere solo cantando. E' lei la voce e la bassista del gruppo.Lei la più solare e la più bella un giorno scompare e viene ritrovata in condizioni disperate sulle rive del Tamigi.Cosa le sia successo è un mistero, soprattutto quando iniziano a venire fuori alcuni piccoli dettagli che rivelano i segreti profondi che Naomi nascondeva. Nonostante fossero una famiglia inseparabile i quattro celavano alcuni piccoli segreti gli uni agli altri pur di non essere da meno nella band o non avere prediche dagli amici. 


"Nessuno è il riflesso che lo specchio rimanda"

Ma ora lo specchio si è rotto e ci vuole del tempo per raccogliere i pezzi e avere una nuova immagine.
I tre ragazzi si danno molto da fare per cercare l'amica prima, e capire cosa sia successo dopo il ritrovamento. C'è uno spazio temporale non coperto e misterioso soprattutto perché Naomi non ha lasciato tracce di ciò che le stava balenando nel cervello.Si scatena una ricerca sui social ma non ci sono segni di aiuto da parte di nessuno.Per fortuna interviene la sorella di Naomi, hacker espertissima che con una serie di studi, ricerche e inserimenti in vari ambiti riesce ad aiutare Red e svelare  il mistero che avvolge Naomi.In tutto il romanzo si può entrare davvero nella mente di questi adolescenti, specchio della nuova società e del nuovo modo di intendere la loro fase di vita. Sono tanti gli argomenti affrontati: la sessualità e la diversità, l'uso dei social, l'amicizia e la famiglia ma soprattutto l'accettare se stessi e il proprio essere. I sentimenti sono riversati sul corpo, i segni della sofferenza di ciascuno si intuiscono dal modo di approcciarsi al cibo, dall'abbigliamento, dallo stile di vita. Ogni ragazzo nasconde un vuoto dentro di se' che va colmato con l'ascolto e con la presenza da parte degli adulti.Il colpo di scena finale lascia stupiti e merita l'accelerazione finale della narrazione.Consigliat ai ragazzi per capire che mai nulla è perduto e anche agli adulti per entrare meglio nelle pieghe dei loro sentimenti.   


Annalisa

Ringrazio la DeAgostini per la copia omaggio e la fiducia

domenica 24 settembre 2017

Sedici alberi

di Lars Mytting per DeA Planet



In libreria dal 29 agosto il romanzo Sedici alberi è un'intricata storia familiare che vi appassionerà dalla prima all'ultima pagina.


Edvard è un ragazzo che vive in Norvegia a Hilljfied, nella fattoria di un paesino sperduto in cui il tempo sembra essersi fermato. Da quando è piccolo vive lì con suo nonno ora vedovo, conducendo una vita semplice di agricoltura e pastorizia.
Edvard ha perso i genitori in un incidente quando lui aveva tre anni. Con il tempo poi gli hanno anche spiegato che attorno alla morte dei genitori aleggiava un mistero. Sono morti mentre erano in vacanza a Authuille, in Francia, e lui era presente ma è sopravvissuto grazie anche alla sua misteriosa sparizione. E' probabilmente stato rapito e rilasciato sano e salvo tre giorni dopo.
Ad Edvard questa storia è sufficiente e continua a condurre la sua solita vita, accontendandosi di poche cose, acquistando qualche disco ad un negozietto, scendendo in paese il meno volte possibile.
Alla morte del nonno, dinanzi ad Edvard si spalanca una immensa voragine. Lentamente comincia a scoprire segreti di famiglia che gli erano stati  celati tra cui delle buste conservate in camera del nonno che riportano ognuna il nome dei suoi genitori, della nonna e di un misterioso zio di cui non ha mai sentito parlare. Fortemente dibattuto sull'indagare o sul lasciar perdere, incapace di autonomia nelle decisioni e non abituato a prenderle soprattutto, Edvard si intrufola lentamente in questo passato denso e misterioso della sua famiglia.
Comincia così un viaggio che lo porterà nella natura selvaggia e boschiva della Francia fino a giungere alle aspre isole Shetland.
Il mistero maggiore è attorno ad un bosco con Sedici alberi di noce pregiatissimo nella regione della Somme, nella Francia Settentrionale teatro di un'imponente battaglia bellica nel 1916 in cui sia il fronte tedesco che inglese perse migliaia di uomini. (https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_della_Somme). In questo bosco,insieme a mine inesplose, resti umani e vegetazione paludosa, crescono degli alberi magnifici che diventano oggetto di contesa tra un ebanista ed un ricco commerciante inglese. Qual è il suo legame con questi due signori e perché deve spingersi persino alle Shetland per cercare di venirne a capo?
Edvard scava così nella storia risalendo al passato della sua famiglia non solo norvegese ma anche francese, a cui apparteneva la madre. Colpi di scena e fatalità conducono Edvard in un giro vorticoso tra passato e presente, tra natura e storia, sconfinando in paesaggi meravigliosi intrisi di sangue e vendetta.

La critica
Senza dilungarmi nella trama che va esplicitamente letta ed assaporata, riconosco in questo autore una perfetta capacità di coniugare l'amore per la natura e per il legno in particolare e la trama ricca e complessa con un velo di mistero.
Lars Mytting è diventato celebre l'anno scorso per un bestseller Norwegian wood, 
Sempre tradottoda Alessandro Storti, in questo romanzo Mytting celebra la passione per il legno e la sua vitalità, rendendolo protagonista di un giallo famigliare. Le fiammature della betulla (tipico albero scandinavo) derivano da quanta sofferenza ha patito l'albero, provocata dalla natura o dall'uomo. Sono cicatrici che l'albero si porta dentro e si rimargina per sopravvivere. Così è l'animo di Edvard, e anche il nostro, pieno di segni e sofferenze che ha dovuto rimarginare per continuare a vivere e ritrovare se stesso.
Quando si dice che leggendo si esplorano mondi restando in poltrona è proprio vero. E questo romanzo ne è la prova. Al termine della lettura se ne esce viaggiatori di terre lontane, conoscitori di ebanisteria e falegnameria, esperti di storia ed economia. Un romanzo avvincente e ricco che consiglio vivamente. Altri dettagli e acquisti su http://www.deaplanetalibri.it/libri/sedici-alberi
Ringrazio DeAPlanet per la copia omaggio
Annalisa

martedì 11 aprile 2017

La dodicesima stanza

 di Teresa Antonacci

Recensione ed intervista all'autrice



Pubblicato nel 2016 per la casa editrice Les Flaneurs, il nuovo romanzo di Teresa Antonacci è davvero una bella sorpresa. Pienamente radicato nella nostra Puglia, la storia si dipana geograficamente tra Polignano, Milano e Parigi per poi fare ritorno alla terra d'origine e alle radici.
Alina è una bambina prodigio, orgoglio della famiglia ma dal carattere vivace. Attesa per oltre dieci lunghi anni di matrimonio, finalmente, al limite della rassegnazione, arriva un tornado di bambina. Già a due anni sa leggere e si intrattiene con i Promessi Sposi, la Divina Commedia o Cicerone, Virgilio o più leggermente Esopo in lingua originale.In un primo momento questa bambina eccezionale è motivo di vanto per la mamma e il resto della famiglia, portata in palmo di mano e mostrata anche alle classi del liceo che stentavano nella lettura. Pian piano Alina si rende conto di essere unicamente attratta dai libri nei quali ritrovare e costruire un mondo piacevolmente diverso da quello che la circonda. I rapporti prima anaffettivi tra i genitori e poi burrascosi le negava l'affetto primario e fondamentale per la sua crescita. Unico riferimento forte e "paterno" è il nonno materno Giuseppe che con pazienza e amore intraprende lunghe passeggiate con la bambina rispondendo a tutte le sue curiosità, vagando per il centro di Polignano e narrando storie. La sua arte affabulatoria e comprensiva riesce a sedare l'animo impetuoso di Alina, fornendole sempre attenzione e stimolandone la sua avidità di conoscere. E' così che la bambina, poi ragazza apprende le tradizioni, le storie ataviche di paese ma anche fondamentali principi di etica e società.
La storia della vita di Alina è speciale e nel breve romanzo scorre d'un fiato. Se dovessi narrarla, toglierei molto al fondamento del libro per cui lascio la curiosità a chi vorrà leggerlo.


La critica

La lettura de La dodicesima stanza ci introduce in un argomento molto delicato: l'autismo. Infatti Alina scopre di soffrire della Sindrome di Asperger appartenente allo spettro autistico. Quando prende coscienza di questo suo aspetto, finalmente Alina riesce a condurre una vita più "normale" poichè attribuisce il suo carattere, le sue manìe e fissazioni (come venivano definite in modo improprio e popolare) alla patologia. Impara a conviverci, a prevenirle e a farsi aiutare nei momenti critici.

"Certo quando conosci la verità riesci a comprendere il perché di tante cose, riesci a collegare tutte le stranezze ed i comportamenti irrazionali"

La storia è avvincente e particolare, la lettura è sempre piacevole e mai pedante o angosciante nonostante i momenti drammatici della vita della protagonista. Ti rimane dentro. poetico e concreto allo stesso tempo.
Del  breve romanzo  ho apprezzato la capacità di riuscire a far vivere con realismo la Puglia quotidiana con tradizioni ancestrali (la dote, i pranzi di famiglia, i funerali) ma anche con profumi e odori della cucina e della terra. Grande riferimento è il mare, impetuoso o calmo, con quella salsedine che ti rimane addosso anche quando ne sei lontano. 
"L'autismo è come il mare... puoi essere a chilometri di distanza da lui ma portartelo sempre addosso...è quell'attimo di calma apparente che ti riappacifica con il mondo mentre sta montando il maestrale"
Figure importanti nella vita di Alina sono state quelle dei nonni che con saggezza e semplicità trasmettevano sempre "come lasciar andare le cose", e come lo scorrere sereno della vita fosse importante più della vita stessa. Momenti di ironia e allegria si alternano a sofferenza dovuta anche a mentalità chiusa e da paese. La vita al Sud vissuta come croce e delizia.

"Io non ero come loro. Io ero naif. Fuori posto dovunque fossi..."
Una frase molto forte che mi ha fatto riflettere sulle difficoltà costanti e quotidiane di chi soffre di questa Sindrome ma anche di chi ne è coinvolto, come familiari ed amici...quando ci sono. Per cui ho voluto corredare questa recensione con l'intervista all'autrice per cogliere ad approfondire alcuni interrogativi scaturiti dalla lettura.

La lettura del romanzo e la minuziosa descrizione delle situazioni personali di Alina, la protagonista, (il nonno che affabula, la lettura precoce, la malattia della madre, la scrittura dei romanzi) fanno presupporre molti riferimenti autobiografici. Fino a che punto si spinge l'esperienza personale nei suoi romanzi?

L'esperienza personale è predominante, nei personaggi e, del resto, è un dato di fatto che si riesce a raccontare bene ciò che si conosce meglio. Questo è. E Alina è la mia infanzia, con la passione per la lettura, con i ricordi del cuore e nonno Giuseppe che in realtà è uno zio materno che, purtroppo, non c'è più; persino nella malattia della madre della protagonista c'è un fondo di vita veramente vissuta. Non c'è autobiografia nel senso letterale della parola: la storia è realmente costruita sui personaggi e i personaggi sono vestiti di "noi".

Lo scorrere piacevole della scrittura porta un messaggio positivo riguardo chi soffre della Sindrome di Asperger. E' la sua visione personale o chi ne è coinvolto riesce a condurre una vita più serena se affronta il suo problema con fiducia e armonia?

Ho ricevuto la mia diagnosi sette anni fa, contemporaneamente a quella di mio figlio piccolo. L'aver saputo ufficialmente di essere un soggetto nello spettro autistico non mi ha cambiato la vita. Si nasce, con questa sindrome... e io ci ho convissuto senza saperlo, ma di certo non senza difficoltà, fino a pochi anni fa. Sono stata una bambina molto particolare; ero irrequieta, infaticabile, pedante, logorroica. Ero un "castigo di Dio". Pochissime amicizie e altrettante poche persone in ambito familiare che riuscissero a tollerare le mie monellerie e le fissazioni. Molto intelligente e con pochi interessi speciali.  Sono cresciuta con la consapevolezza di un bruttissimo carattere e maturata poi con la "colpa" di avere trasmesso quel pessimo carattere anche ai figli (due su tre); questa convinzione è perdurata e perdura ancora, pur essendo i miei figli più compromessi di me a livello relazionale. Credo tuttavia che la mia visione abbastanza "leggera" dello spettro autistico come caratteristica caratteriale delle persone mi abbia dato una mano forte ad affrontarne le sfide quotidiane che pure si avvicendano, alternando il bello al cattivo tempo. La sindrome di Asperger (classificata anche come autismo ad alto funzionamento) è una sindrome neurobiologica che comporta diversi livelli di compromissione e, soprattutto, differenze sostanziali da soggetto a soggetto. Ciò significa che possono esserci soggetti compromessi in maniera importante e altri che, invece, passano quasi inosservati, agli occhi dei più: ciò non toglie che anche questi ultimi  non vivano una vita normale perché a livello sensoriale le dispercezioni sono tante così come le stereotipie.

Nicola diventa una quercia per Alina poiché le infonde la sicurezza di cui ha bisogno per avere una vita "normale". E' sempre così per gli Aspie?

La presenza di "un" Nicola così notevolmente differente da Alina, anagraficamente parlando, è legata a due scelte letterarie ben precise, una meramente interessante, l'altra effettivamente importante. La disparità anagrafica di una coppia, all'interno di un romanzo, rende appetibile la storia, fornendo motivi di interesse e curiosità in chi legge; in realtà ho voluto porre in evidenza la disomogeneità intellettuale tra Alina e i suoi coetanei e il conseguente forte interesse per qualcuno che è invece sul suo stesso piano intellettivo, seppure abbia alle spalle trentacinque anni in più di esperienze e studio.


Lei ha trovato nella scrittura il veicolo per canalizzare il suo temperamento. Si legge che molti personaggi famosi, da Mozart a Darwin, da Hitchcock a Steve Jobs, soffrissero di disturbi dello spettro autistico e dovessero la loro genialità "grazie" a questo aspetto che li dota di un'intelligenza superiore alla media. Quali sono le difficoltà maggiori per un Asperger nelle relazioni empatiche e sociali, partendo dal suo vissuto?

Gli Asperger in genere hanno un quoziente intellettivo nella norma, a differenza dello spettro autistico a basso funzionamento, anche se spesso si incrociano  eccellenze intellettive, come nel caso di Alina. E di mio figlio più piccolo. Dovrebbe essere un bene, un valore aggiunto... invece è proprio per questo che emergono le maggiori difficoltà relazionali. Il vissuto di Alina è descritto appunto per mettere in risalto le discrepanze "caratteriali" che spesso dotano un Aspie di genialità matematica o geografica o mnemonica o informatica ma gli impediscono, magari, di svolgere le comuni attività quotidiane senza l'aiuto di qualcuno. È il caso di mio figlio, che a 12 anni è un genio informatico ma non riesce ancora a vestirsi da solo in modo autonomo ed efficace. In realtà gli Aspie sono tutto/niente, bianco/nero, amore/odio... fortemente disequilibrati a livello emotivo tanto da passare dall'allegria alla depressione nel giro di uno sputo di secondi. Talmente sbilanciati nelle loro emozioni da andare alla ricerca di conferme di autostima (che per loro scarseggia sempre). Ciechi dal punto di vista della comprensione delle emozioni altrui attraverso la mimica facciale e sordi nell'ascolto di frasi fatte o con doppi sensi, che non capiscono quasi per nulla. Insomma... siamo una baraonda di particolarità, genio e sregolatezza insieme oppure freddezza e rigorosità ma assolutamente sempre presenti, fisicamente e intellettivamente, anche quando sembriamo non essere accanto agli altri perché chiusi nel "nostro" mondo.


Annalisa Andriani